Cattani: “Farmaci, falso che la spesa sia fuori controllo, cambiano bisogni e logiche valore”

banner

Roma, 14 maggio – Chi parla di spesa farmaceutica italiana fuori controllo dice il falso. Ad accusare di mendacio chi – sulla base di dati ufficiali di Aifa – afferma che la spesa pubblica per farmaci eccede di svariati miliardi i tetti prefissati, almeno per la voce degli acquisti diretti di Asl e ospedali, è stata nei giorni scorsi la vicepresidente di Confindustria Lucia Aleotti, evidenziando che in termini assoluti la spesa per farmaci sul Pil per l’1,06%, dato  inferiore del 15% rispetto alla media europea.

Sul tema è tornato a strettissimo giro il presidente di Farmindustria Marcello Cattani (nella foto), per ribadire e amplificare le considerazioni di Aleotti, consigliere di amministrazione di primissimo piano del gruppo Menarini. Intervenendo a un evento promosso nel polo produttivo di Bayer a Garbagnate Milanese, il massimo rappresentante degli industriali del farmaco ha voluto sottolineare che “c’è un trend strutturale di crescita della spesa farmaceutica innovativa legata alla componente ospedaliera, che è sempre stabilmente negli ultimi anni attorno al 6,5%. Questo vuol dire che cambiano i bisogni e che cambiano anche le logiche di valore. Oggi noi dobbiamo gestire l’Mfn“, ovvero la politica farmaceutica basata sulla clausola del Most Favored Nation adottata negli Usa dall’amministrazione Trump per i prezzi dei farmaci.

“Gli Stati Uniti vogliono ribilanciare il valore dato ai farmaci e alla ricerca tra loro e l’Europa, per essere più indipendenti, vogliono essere meno legati a Europa, Cina e India e quindi noi dobbiamo ribilanciare il valore dal nostro lato, investendo di più in ricerca e riconoscendo più valore. Noi dobbiamo misurare il valore” dei farmaci, “cosa che oggi non avviene”. Anche perché va evidenziato – ha aggiunto Cattani – che “gli Stati Uniti hanno cambiato le regole del gioco e si sono presi oltre 400 miliardi di investimenti nei prossimi 7 anni in innovazione, scienza, ricerca, produzione farmaceutica”. 

“Gli effetti sono molto più ampi e sono già visibili e tangibili” avverte il presidente di Farmindustria. “Nei primi 10 mesi dall’annuncio dell’Mfn si è registrata in Europa, a partire dalla Germania, una riduzione del numero di nuovi lanci di farmaci e vaccini innovativi del 35%. Quindi significa ritardi o impossibilità di lanciare i nuovi farmaci se le condizioni non saranno migliorative e quindi non sarà riconosciuto il valore che è economico, ma anche di outcome oltre la clinica. Noi dobbiamo misurare il valore per evitare l’impossibilità di dare accesso a questi farmaci a questi vaccini”.

“Questo è il mondo”  ha concluso Cattani. “E chi è il convitato di pietra da cui noi non abbiamo risposte? L’Europa”.

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni