Roma, 4 giugno – Una ricerca internazionale apre uno scenario promettente su un batterio già presente naturalmente nel nostro organismo, l‘Akkermansia muciniphila, che potrebbe rappresentare la risposta a uno degli incubi dei milioni di persone che combattono contro il sovrappeso e l’obesità, ovvero il progressivo, inesorabile recupero dei chili perduti dopo la grande fatica fatta per eliminarli. A. muciniphila, batterio che vive nel microbioma intestinale umano, al centro del l’attenzione degli scienziati e negli ultimi anni per il suo possibile ruolo nel metabolismo, potrebbe essere la chiave per contrastare il frustrante “effetto yo-yo”, ovvero l’alternarsi di perdita e riacquisto di peso che colpisce una larga percentuale di chi cerco di dimagrire, uno dei principali problemi che compromettono il successo delle strategie di dimagrimento a lungo termine.
A scoprire il suo possibile ruolo positivo è stato un team di ricerca dell’Ospedale Universitario di Maastricht, nei Paesi Bassi, che ha condotto uno studio su A. muciniphila pubblicato su Nature Medicine. Il batterio rappresenta normalmente tra il 3% e il 5% della flora intestinale,
ma la sua presenza tende a diminuire nelle persone affette da obesità. Studi precedenti avevano già suggerito un legame tra Akkermansia e una migliore regolazione del peso corporeo, oltre che un effetto positivo sul diabete di tipo 2. Il team coordinato da Ellen Blaak (nella foto), docente di Biologia umana nell’università olandese, ha coinvolto 90 adulti in sovrappeso o obesi, con un’età media di circa 52 anni.
Tutti i partecipanti hanno seguito inizialmente una dieta ipocalorica per otto settimane, riuscendo a perdere peso. Successivamente è iniziata una fase di mantenimento durata 24 settimane, durante la quale i volontari hanno continuato a seguire un’alimentazione sana. In questo periodo metà del gruppo ha assunto quotidianamente un integratore contenente Akkermansia muciniphila pastorizzato, mentre gli altri hanno ricevuto un placebo.
Significativi i risultati, che hanno mostrato differenze rilevanti tra i due gruppi. Chi ha assunto A. muciniphila ha recuperato soltanto il 13,6% del peso perso durante la dieta, contro il 32,9% registrato nel gruppo placebo. L’integratore contenente il batterio, in altre parole, ha più che dimezzato l’effetto yo-yo. Ma lo studio ha evidenziato un altro aspetto di rilevante interesse: i partecipanti che hanno assunto Akkermansia hanno mantenuto una migliore sensibilità all’insulina, parametro fondamentale per il controllo della glicemia. Una maggiore sensibilità all’ormone fondamentale per la regolazione del metabolismo degli zuccheri nel corpo consente alle cellule di utilizzare più efficacemente il glucosio presente nel sangue, riducendo il rischio di alterazioni metaboliche spesso associate all’obesità.
Gli stessi autori dello studio olandese, invitano comunque alla prudenza, evidenziando che – pur se molto incoraggianti – i risultati dello studio sono in ogni caso riferiti a un campione relativamente limitato e il periodo di osservazione non permette ancora di valutare gli effetti sul lungo termine. Serviranno quindi studi più ampi e prolungati per capire se l’integrazione con Akkermansia muciniphila possa diventare una strategia consolidata nella gestione dell’obesità.


