Padova, studio rivela funzione nascosta della proteina LRRK2 nelle connessioni neuronali

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Roma, 7 settembre – Uno studio condotto da un team dell’Università di Padova, pubblicato su eLife, ha individuato una nuova funzione della proteina LRRK2 nel regolare le connessioni tra le cellule nervose, aiutando così a far luce sui primissimi meccanismi cellulari che si innescano nel cervello prima ancora che si manifestino i sintomi della malattia di Parkinson.

La ricerca, coordinata dalla prima autrice Giulia Trombesi  con il coordinamento scientifico di Elisa Greggio (nella foto), docente di Fisiologia al Dipartimento di Biologia dell’ateneo patavino, ha identificato una nuova funzione della proteina LRRK2 nella regolazione delle connessioni tra neuroni, acquisizione che può aiutare a capire cosa accade nel cervello prima che compaiano i sintomi motori del Parkinson.

LRRK2 è tra le cause genetiche ereditarie più comuni del Parkinson, ma è coinvolta anche nelle forme sporadiche (senza familiarità). Capire la sua funzione “normale” è il passo indispensabile per capire come una sua alterazione porti alla neuro-degenerazione. Lo studio sposta il focus dalla fase terminale — la morte dei neuroni dopaminergici — alle fasi precoci e potenzialmente reversibili della malattia. Individuare meccanismi d’intervento prima della degenerazione può condurre a strategie terapeutiche preventive, non solo sintomatiche.

Il gruppo di ricerca di Padova ha scoperto un legame diretto tra LRRK2, la risposta al BDNF (fattore neurotrofico che stimola crescita e sopravvivenza dei neuroni) e la gestione del citoscheletro di actina, ovvero l’impalcatura interna della cellula che permette ai neuroni di cambiare forma e sostiene la plasticità sinaptica. Lo studio ha osservato che quando l’attività di LRRK2 è alterata, i neuroni perdono la capacità di rispondere ai segnali di crescita e non riescono a rimodellare le proprie connessioni.

Lo studio non ha lavorato solo su modelli animali: le analisi sono state condotte anche su neuroni umani ottenuti riprogrammando cellule staminali, un dettaglio che rafforza la rilevanza traslazionale dei risultati.

Il fatto che LRRK2 sia già un bersaglio farmacologico in sviluppo (esistono inibitori di LRRK2 in fase di sperimentazione clinica per il Parkinson) rende questa scoperta particolarmente rilevante: capire il suo ruolo fisiologico nelle sinapsi aiuta infatti a prevedere possibili effetti collaterali di farmaci che ne bloccano l’attività.

Resta aperta la domanda su quanto precocemente questi deficit sinaptici siano rilevabili nell’uomo, e se possano diventare un bio-marcatore diagnostico prima della diagnosi clinica classica.

Il lavoro rappresenta il coronamento del progetto STARS, sostenuto dall’Università di Padova attraverso il programma di finanziamento, denominato “LRRKing”, nato proprio per comprendere come questa proteina plasmi la struttura dei neuroni.

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