Roma, 1 febbraio – “Il documento sulla governance farmaceutica.(…), tra gli altri principi, affronta la materia del prontuario farmaceutico, con specifico riferimento alle iniziative di revisione del Prontuario farmaceutico nazionale, precisando che tale mission può essere realizzata con attività ordinaria e continuativa e che tale revisione può riguardare l’intero prontuario o essere effettuata per gruppi terapeutici. (…) Il Ministro, proprio in questi giorni ha ritenuto opportuno chiedere ad Aifa di avviare una ricognizione che le consenta di avere contezza dei medicinali che, per categorie terapeutiche omogenee, non sono allo stato a carico del Ssn, nel senso che sono classificati come fascia C, al fine di poter avviare approfondimenti e valutazioni, funzionali a nuove strategie politiche per la materia dei farmaci”.
Questo il passaggio saliente della risposta del ministero della Salute predisposta dall’Ufficio legislativo e resa dal sottosegretario Armando Bertolazzi nella seduta di ieri della XII Commissione Affari sociali della Camera all’interrogazione parlamentare rivolta nei giorni scorsi dalla deputata di Leu Michela Rostan (nella foto). Una risposta che – oltre a testimoniare che il “Governo del cambiamento”, almeno a livello di linguaggio, non ha cambiato davvero nulla rispetto agli involuti codici espressivi da sempre utilizzati nelle comunicazioni dei Palazzi – è sostanzialmente interlocutoria: alla sollecitazionie di Rostan, volta a chiedere alla ministra della Salute se e quali iniziative si intendano assumere per consentire la vendita dei farmaci di fascia C con ricetta anche nelle parafarmacie, elencando i vantaggi che (a giudizio dell’interrogante) ne deriverebbero in termini di risparmio per i cittadini e di sviluppo dell’occupazione nel settore, il ministero ha risposto (sintetizzando) che la questione non può che rientrare nel “pacchetto” di temi che saranno affrontati nella cornice della nuova governance farmaceutica e di aver già dato mandato ad Aifa di “avviare una ricognizione” sui farmaci della fascia C per “avviare approfondimenti e valutazioni, funzionali a nuove strategie politiche per la materia dei farmaci”.
A tradurlo nel linguaggio comune, si tratta in buona sostanza di un “Ci stiamo lavorando”, piuttosto generico e vago (come molto spesso accade nelle risposte del Governo ad atti di sindacato ispettivo) quanto a informazioni e indicazioni di merito, benchè sostanzialmente rassicurante rispetto alla volontà di farsi carico della questione. Che, ha confermato Bertolazzi, sarà sicuramente affrontata e, anzi, è già in atto una “ricognizione” dell’Aifa al riguardo.
Inevitabile l’insoddisfazione manifestata nella sua replica da Rostan, che ha voluto ricordare che l’attuale ministra della Salute “ha in passato più volte dichiarato la sua volontà di liberalizzare il settore della vendita dei farmaci di fascia C, anche al fine di abbassarne i prezzi, e che tale posizione è stata ripresa anche nel programma del Movimento 5 Stelle”.
La deputata di Leu, richiamando le garanzie che le parafarmacie, “grazie alla presenza di farmacisti laureati” sono in grado di assicurare in materia di “un corretto utilizzo dei farmaci, potendo inoltre consentire una più agevole disponibilità e un minor esborso da parte dei cittadini“, ipotizza che vi siano in realtà settori che, dal momento che i farmaci di fascia C rappresentano “un mercato rilevante, che permette inoltre un incasso immediato, senza attendere il rimborso da parte del Ssn, hanno interesse a impedire ogni forma di liberalizzazione”.
“Prendo atto” conclude la deputata di Liberi e uguali “che dalla risposta emerge la volontà di non adempiere in tempi rapidi a quanto promesso in sede di dichiarazioni politiche”.
Un dato di particolarissimo interesse della risposta fornita dal ministero alla deputata di Leu è però la sorta di ultra petita contenuto nella sua parte finale, dedicata ai farmaci di fascia A erogabili previa presentazione di ricetta medica e a una loro eventuale vendita anche nelle parafarmacie, questione che Rostan non ha minimamente sollevato nel suo atto di sindacato ispettivo. La risposta del ministero, però, interviene sul punto, osservando che, “atteso che la completa materia non costituisce specifico oggetto del contratto di Governo e come è noto si caratterizza come un cambiamento strutturale del sistema della dispensazione e dell’erogazione dei medicinali, è intenzione del ministero della Salute avviare ogni necessario approfondimento e confronto istituzionale ai fini delle valutazioni da assumere”.
Perché, come e qualmente il ministero della Salute, andando oltre il merito dell’interrogazione di Rostan, abbia sentito il bisogno di fare l’appena riportata precisazione sarà pane per gli esercizi interpretativi dei dietrologi in servizio permanente effettivo, che non mancheranno di leggere in questa inopinata coda della risposta i segnali di un qualche carsico intendimento di affrontare la questione della farmacia non convenzionata. Chi, come noi, fa informazione, allo stato non può che limitarsi a dare doverosamente conto della risposta del ministero nella sua completezza, sottolineandone appunto la “singolarità”, per così dire, della considerazione aggiunta in conclusione.
Una singolarità che, intanto, non è sfuggita al presidente di Libere parafarmacie italiane Ivan Ruggiero, che ne fa cenno in un suo comunicato, con qualche ironia sul contentuo della risposta fornita dal ministero all’interrogazione Rostan: “Ci fa piacere che il ministero della Salute stia lavorando sul delisting, ma il question-time di oggi (ieri per chi legge, NdR) chiedeva altro e cioè di rispondere sulla vendita dei prodotti di fascia C nelle parafarmacie”. E, osserva Ruggiero, tantomeno chiedeva di occuparsi dei farmaci di fascia A. “Se vogliamo arrivare a una ‘farmacia non convenzionata’, siamo pronti” scrive al riguardo il presidente di Lpi “ma, per correttezza, l’onorevole Rostan non l’ha chiesto nel suo question time”.
Ruggiero conclude affermando che, proprio come Leu, Lpi non si accontenta della risposta fonita ieri dal ministero e annuncia che, nella giornata di oggi, i parlamentari di Leu presenteranno nuovi emendamenti al ddl di conversione del Decreto Semplificazioni volte a introdurre misure sulla liberalizzzione della fascia C, l’introduzione di “paletti” alle società di capitale e riconoscimenti alla professionalità del farmacista.
Il tutto, conclude il presidente di Lpi, finalizzato a riconoscere nel farmacista “l’unica figura ‘universalistica’ del sistema farmaceutico a servizio della tutela della salute pubblica, con una visione della professione diversa da quella a sfondo commerciale prevista dalla legge 124 e che nulla a che vedere con la nostra lotta sociale”.


