Roma, 24 novembre – Dura presa di posizione del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, che con una nota alla stampa diffusa ieri, censura aspramente le dichiarazioni rese dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin a proposito della liberalizzazione della fascia C.
Mnlf fa riferimento ai contenuti del “lungo intervento” svolto da Lorenzin in occasione della cena tenutasi venerdì sera a Roma per presentare FarmaMagazine, rivista nata dalla collaborazione tra Federfarma Roma e l’editore Edra, nel corso della quale, “dimenticandosi del proprio ruolo istituzionale“, la ministra ha preso la parola “per difendere gli interessi di chi l’ha invitata.”
“Mettendo da parte qualsiasi giudizio di opportunità sul fatto se sia o meno giusto che un ministro della Repubblica si rechi a una cena di gala organizzata da una delle più potenti lobby in Italia” scrive il Mnlf “non si può tacere sull’impreparazione dello stesso Ministro.”
“Quando la Lorenzin sale sul palco e afferma che l’eventuale liberalizzazione dei farmaci di fascia C potrebbe aumentare la domanda di farmaci” si legge ancora nel comunicato “le alternative sono due: o è in malafede e utilizza strumentalmente argomenti per sostenere la propria posizione, o non conosce l’argomento di cui parla.”Questo, a giudizio di Mnlf, perché, essendo anelastica, in quanto legata alla prescrizione del medico, “l’eventuale liberalizzazione dei farmaci di fascia C non potrebbe portare a nessun aumento della domanda di farmaci.”
Riferendosi poi a un’altra delle frasi che Lorenzin avrebbe pronunciato nell’occasione (“Vendere farmaci non è come vendere mortadella”), il liberi farmacisti ricordano alla ministra che “i farmaci Sop e Otc liberalizzati nelle parafarmacie o nei corner dei supermercati (il 15% del totale) debbono essere venduti in reparti separati e non in mezzo ad altri articoli, mortadelle comprese.”
La verità, accusano i liberi farmacisti, è che non si hanno più “argomenti per giustificare una posizione contraria alla liberalizzazione dei farmaci con obbligo di ricetta che i cittadini pagano di tasca propria” e i mancati risparmi e gli altri vantaggi che la stessa liberalizzazione produrrebbe e che Mnlf ribadisce puntigliosamente: “500 milioni di risparmio per i cittadini, 3000/3500 nuove aziende, 5000 nuovi posti di lavoro, 700 milioni d’investimenti.”
Quindi l’affondo finale, con l”osservazione che “andare a cena con la lobby” sarebbe l’unico modo rimasto alla ministra “per giustificare la posizione… contraria ad aprire un mercato ancora sostanzialmente monopolista.”
A difesa del ministro (e della serata al Rome Cavalieri Hilton) interviene il presidente di Federfarma Vittorio Contarina, che definisce la nota di Mnlf un tentativo di mistificare la realtà e strumentalizzare l’evento romano “per i propri scopi che sono sempre più tristemente coincidenti con quelli della Conad e della Grande Distribuzione”.
Contarina spiega certe reazioni con “il nervosismo di chi, pur spendendo decine di migliaia di euro in pubblicità, sta collezionando un flop colossale nella petizione per la fuoriuscita della fascia C” e ribadisce che, in ogni caso, i titolari di farmacia non sono “più disposti ad accettare in silenzio” le menzogne sul loro conto, “divulgate peraltro al solo fine di fare il gioco di una grande distribuzione sempre più avida di quote di fatturato e assolutamente non curante delle conseguenze disastrose che tutto ciò avrebbe per il servizio farmaceutico italiano e, di conseguenza, per i cittadini.”


