Roma, 24 novembre – Nella corsa contro il tempo per la messa a puntoo dell’arma immunitaria contro Covid 19 sta per giungere a destinazione, buon terzo, anche il vaccino sviluppato da AstraZeneca insieme all’Università di Oxford, con la collaborazione dell’italiana Irbm. Un’analisi preliminare dei dati, informa AstraZeneca, dimostra che il vaccino è efficace in media al 70% e, dal momento che si sono registrate anche meno infezioni asintomatiche tra i volontari, sembra ridurre la trasmissione del virus.
Le nuove analisi hanno confermato che il vaccino è sicuro, ossia non dà luogo a effetti avversi di grave entità. Tuttavia la sorveglianza continuerà per verificare la sicurezza e l’efficacia anche in altre popolazioni. Ai test in Regno Unito, Brasile e Sudafrica, infatti, si aggiungeranno quelli ancora in corso negli Stati Uniti e in Kenya, Giappone e India.
Come per altri vaccini basati su adenovirus già in commercio, anche quello di Oxford-Astrazeneca ha vantaggi non indifferenti: può essere prodotto facilmente ed è stabile a temperature da frigorifero (2-8°C), il che significa che non incontra particolari difficoltà di conservazione e distribuzione anche in aree del mondo più svantaggiate. Una volta approvato, inoltre, potrà essere prodotto in grandi quantità e distribuito molto rapidamente.
AstraZeneca ha già stipulato accordi internazionali per la distribuzione di tre miliardi di dosi di vaccino in tutto il mondo. Sarà fornito senza profitto per l’azienda per la durata della pandemia, e per sempre per i Paesi a basso e medio reddito. L’azienda ha in corso di preparazione i documenti e i dati per chiedere le autorizzazioni “in tutto il mondo alle autorità che hanno un quadro di riferimento per l’approvazione condizionale o anticipata”. AstraZeneca chiederà inoltre all’Organizzazione mondiale della sanità l’elenco delle possibilità di approvarlo per “usi di emergenza” per ottenere un percorso accelerato verso la disponibilità di vaccini nei Paesi a basso reddito.


