Caldo estremo, settimana problematica per molte città italiane, emergenza nel Lazio

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Roma, 11 luglio – L’Italia nella morsa del grande caldo: già da ieri le temperature si sono impennate e la situazione sarà da bollino rosso anche oggi e domani, mercoledì. L’allerta più alta (livello 3) riguarda Rieti e Roma. Il livello 3 indica “condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”, ricorda il ministero, che nel suo bollettino sulle ondate di calore che monitora 27 città informa che da oggi ci saranno situazioni molto critiche anche a Bolzano, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia e  Torino, mentre domani il bollino rosso riguarderà Bologna e ancora Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti e Roma.

Nel Lazio, particolarmente colpito dalle temperature sahariane, “sono state allertate anche le strutture sanitarie che potranno essere chiamate a fronteggiare un incremento di patologie o emergenze legate agli effetti delle alte temperature”, sottolinea la Regione in una nota. L’Agenzia regionale di Protezione civile ha comunicato “che da mercoledì 12 luglio  si verificherà un’ulteriore ondata di calore, con un incremento delle temperature. Queste ultime risulteranno molto elevate nelle ore diurne ed elevate nelle ore notturne”.

“Le temperature potranno arrivare a una decina di gradi sopra la media stagionale, con un incremento significativo durante le ore notturne, a causa di aria molto calda anche a quote di montagna. Tale situazione potrà durare per almeno 7-10 giorni dal prossimo mercoledì – evidenzia la nota della Regione. “Sul fronte della salute pubblica c’è un evidente rischio per la popolazione più fragile, qualora esposta a temperature così elevate, soprattutto in conseguenza del fatto che anche le ore notturne non porteranno particolare refrigerio. La Regione Lazio ha invitato le amministrazioni locali a regolare le proprie funzioni di protezione civile e socio-assistenziali rispetto a questo specifico rischio per la popolazione fragile e più esposta”.

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