ER, inaugurata la nuova farmacia oncologica, produrrà 100mila preparati all’anno

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Roma, 18 febbraio – È stata inaugurata sabato scorso a Meldola (Forlì-Cesena), all’Istituto Romagnolo per lo studio dei tumori Dino Amadori, la farmacia oncologica più grande e tecnologicamente avanzata d’Italia. Frutto di un investimento complessivo per l’edificio e il polo tecnologico che ospita gli impianti di oltre 16,5 milioni di euro, sarà in grado di gestire – spiega la Regione –  oltre 100.000 preparati oncologici all’anno, garantendo la centralizzazione dei processi e una maggiore omogeneità nei trattamenti per i pazienti dell’Irst e dell’Ausl Romagna.

Sarà anche la prima struttura pubblica in Italia, autorizzata dall’Aifa, in grado di produrre radiofarmaci sperimentali: compito che toccherà all’officina radiofarmaceutica, una sezione che affiancherà la farmacia. Non solo si studieranno strumenti innovativi nella lotta ai tumori sia a scopo terapeutico che diagnostico, ma sarà possibile assicurare percorsi oncologici personalizzati e automatizzare l’80% degli allestimenti, riducendo così il rischio di errori e ottimizzando i costi.

Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, il sindaco di Meldola Roberto Cavallucci e il direttore generale Ausl Romagna, Tiziano Carradori, oltre ai vertici dell’Irst:  il presidente Fabrizio Miserocchi, il dg Lorenzo Stefano Maffioli, il direttore scientifico Nicola Normanno, la direttrice della farmacia Irst e presidente della Sifact Carla Masini (nella foto), sicuramente la più direttamente coinvolta insieme alla direttrice del Dipartimento delle procedure e delle tecnologie avanzate Irst e della Medicina nucleare della Romagna, Federica Matteucci.

“La farmacia oncologica e l’officina radiofarmaceutica di Meldola rappresentano un modello per la sanità del futuro” ha affermato de Pascale. Una sanità “che grazie alle tecnologie è ritagliata sulle esigenze cliniche di ogni singolo paziente e affianca la cura alla ricerca”. Con questa nuova struttura, “realizzata anche con il generoso contributo di associazioni, aziende e Fondazioni” ha aggiunto il presidente dell’Emilia Romagna “non solo la produzione dei farmaci sarà più sicura e veloce grazie a processi automatizzati, ma anche più sostenibile, perché saremo in grado di produrre farmaci in singole dosi, progettati per ciascun paziente, evitando il rischio di sprechi”.

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