Roma, 10 aprile – Nuovo allerta della Federazione professionale nazionale, che in una circolare agli Ordini provinciali richiama nuovamente “l’attenzione di tutti gli iscritti sull’acquisto di psicofarmaci da parte dei minori attraverso ricette mediche falsificate, talvolta acquistate online e/o modificate artatamente”.
Nello specifico, la Fofi che continuano a circolare prescrizioni mediche falsificate, fenomeno già documentato ed evidenziato anche in un servizio andato in onda lo scorso 2 aprile nella trasmissione televisiva della Rai Chi l’ha visto? (visibile a questo link).
Nel servizio, dedicato alla tragica morte del giovane Andrea Prospero, è stato messo in risalto che sono state falsificate anche ricette dematerializzate ed è stata segnalata la circolazione di una ricetta bianca falsa a nome di un medico iscritto all’Ordine dei medici di Varese, Gianmarco Quadrelli. Il quale, intervistato dai giornalisti della trasmissione, ha raccontato di essere stato ignara vittima di un “furto di identità professionale”, utilizzata poi truffaldinamente su una ricetta bianca, e di averlo scoperto grazie alla segnalazione di una farmacista marchigiana che – insospettita da una ricetta con prescrizione di uno psicofarmaco presentatagli da un giovane – aveva molto opportunamente e responsabilmente deciso di cercare il medico per le verifiche del caso.
“Considerata la gravità dei rischi legati all’abuso degli psicofarmaci, anche alla luce dei recenti episodi di cronaca, si invitano nuovamente tutti i farmacisti a continuare a verificare, con la massima attenzione, le prescrizioni mediche all’atto della dispensazione” scrive la Fofi nella sua circolare, raccomandando “particolare cautela alle prescrizioni che provengono da altre Regioni e alle casistiche di acquisto da parte di soggetti giovani”.
La Federazione professionale ribadisce anche la richiesta che le vengano subito comunicate eventuali rilevazioni di prescrizioni illegittime, “in modo da garantire la massima diffusione
informativa tra gli iscritti e prevenire la circolazione delle stesse sul territorio”.
Una tematica importante, quella ricordata dalla Fofi con la sua circolare, che è a un tempo un warning e un richiamo forte a quella che è la pietra d’angolo della professione del farmacista, ovvero l’esercizio rigoroso della funzione di garante della dispensazione del farmaco attraverso la spedizione della ricetta in farmacia, atto professionale che di fatto è l’autorizzazione del professionista alla fornitura dei medicinali prescritti dal medico, dopo tutte le necessarie verifiche di piena conformità alla legge.
Ricordarlo una volta di più, come molto opportunamente ha fatto la Fofi, potrà anche apparire a qualcuno un esercizio inutile e noioso, ma così non è: la cronaca non smette anzi di ricordare che accendere i riflettori sui basics della professione è, al contrario, ancora e sempre necessario.


