Roma, 23 giugno – Liraglutide, agonista del recettore Glp-1 utilizzato nel trattamento del diabete di tipo 2 e nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso, potrebbe essere una nuova importante arma terapeutica a disposizione dei milioni di persone che soffrono di emicrania cronica. Uno studio condotto da ricercatori del Centro Cefalee dell’Università Federico II di Napoli e presentato al Congresso 2025 dell’Accademia europea di Neurologia (Ean), ha infatti dimostrato che il farmaco è in grado di dimezzare il numero di giorni con emicrania al mese, migliorando notevolmente la qualità della vita dei pazienti.
La ricerca dei ricercatri della Federico II ha coinvolto 26 adulti obesi affetti da emicrania cronica. Ai partecipanti è stato somministrato liraglutide, osservando risultati sorprendenti: i pazienti hanno riportato in media 11 giorni in meno di mal di testa al mese.
Ciò che rende lo studio particolarmente interessante è che il beneficio non sembra essere legato alla perdita di peso, effetto atteso del liraglutide. I ricercatori ipotizzano invece c
he il farmaco agisca riducendo la pressione del liquido cerebrospinale. “La maggior parte dei pazienti si è sentita meglio nelle prime due settimane e ha riferito un miglioramento significativo della qualità della vita“ ha affermato l’autore Simone Braca (nella foto). “Il beneficio è durato per tutto il periodo di osservazione, anche se la perdita di peso è stata modesta e statisticamente non significativa“.
La scoperta apre una nuova strada nel trattamento dell’emicrania. Si ritiene che la modulazion
e della pressione intracranica possa portare a una diminuzione del rilascio del peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp), una molecola chiave nell’emicrania. Il team di ricerca, guidato da Roberto De Simone (nella foto), sta ora pianificando uno studio clinico più ampio per esplorare ulteriormente questa promettente terapia. Se i risultati saranno confermati, gli agonisti del recettore Glp-1 potrebbero rappresentare una nuova e preziosa opzione perle moltissime persone (circa una su sette) che soffrono di emicrania in tutto il mondo, specialmente per coloro che non rispondono ai trattamentipreventivi attuali.


