Roma, 9 febbraio – Nonostante le rassicurazioni delle comunità medico-scientifica (si veda, in Italia, l’intervento nei giorni scorsi dei diabetologi della Sid) sui nuovi farmaci analoghi del recettore Glp 1 continua a gravare il sospetto di gravi effetti collaterali, dalla pancreatite acuta all’ostruzione intestinale, dalla gastroparesi fino, in casi più rari, a problemi alla vista, cecità inclusa.
Soprattutto negli USA, star del mercato come Ozempic, Wegovy e Mounjaro, i farmaci a base di semaglutide e tirzepatide che stanno rivoluzionando il trattamento per la perdita di peso, non riescono a sottrarsi a questi pesanti rilievi, che approdano di frequente in tribunale. Sono più di tremila, infatti, le cause intentate negli Stati Uniti contro Novo Nordisk ed Eli Lilly per i gravi effetti avversi di semaglutide.
I casi più numerosi riguardano l’insorgenza di gastroparesi o lesioni gastrointestinali a seguito dell’assunzione di farmaci a base di semaglutide. Le cause intentate al riguardo confluiranno in un unico contenzioso multidistrettuale (Mdl) contrassegnato con il numero 3094 e centralizzato presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale della Pennsylvania (nella foto). La questione fondamentale è se i produttori, principalmente le già ricordate Novo Nordisk ed Eli Lilly, fossero a conoscenza o avrebbero dovuto essere a conoscenza del potenziale rischio di gravi lesioni gastrointestinali e di altro tipo e non abbiano fornito adeguate avvertenze a pazienti e medici.
Sono decisamente più ridotti i casi di chi lamenta problemi alla vista, con particolare riferimento alla neuropatia ottica ischemica anteriore non artetrica, meglio nota con il pratico acronimo Naion, che può determinare un’improvvisa perdita o un rapido peggioramento della vista. In questo caso le cause pendenti sono appena 37, raggruppate nell’Mdl 3163, sempre presso il tribunale federale della Pennsylvania. Un numero effettivamente molto ristretto, tanto che la Food and Drug Administration – che si era subito preoccupata di inserire nel foglietto illustrativo una specifica raccomandazione per sconsigliare l’assunzione di semaglutide ai pazienti con gastroparesi o malattie gastrointestinali – non ha inserito la Naion come possibile effetto indesiderato. E questo anche se a metà 2024 i risultati di uno studio osservazionale pubblicato su Jama Ophthalmology avessero suggerito un’associazione tra semaglutide e neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica, con un rischio significativamente più alto di sviluppare la malattia rispetto a chi assumeva altri farmaci. Lo stesso studio, però, sottolineava la necessità di ulteriori trial per valutare la causalità.
In ogni caso, Novo Nordisk ed Eli Lilly hanno subito reagito alla pioggia di cause legali e hanno contestato in tribunale le accuse dei querelanti, affermando che gli effetti collaterali di Ozempic, Wegovy e Mounjaro sono ben noti e adeguatamente riportati nelle informazioni di prodotto approvate e sostenendo dunque che i reclami non meritano accoglimento.
Novo Nordisk contesta anche – per quanto riguarda la correlazione con Naion – lo studio del 2024 prima citato, sottolineando che i dati sono “osservazionali” e non provano un nesso causale tra semaglutide e rischio di cecità. Oltretutto, evidenzia la multinazionale danese, è il caso di ricordare che lo stesso diabete è un fattore di rischio conclamato e noto per i problemi alla vista. Un modo per suggerire che la loro causa non sia tanto il farmaco, quanto la patologia del paziente.


