Rom, 12 aprile – Ancora un allarme sul problema obesità infantile, condizione che – la stima è della Fondazione Aletheia, think tank che ha l’obiettivo di fare chiarezza sul forte legame che oggi unisce “cibo” e “salute” – riguarda il 21% dei bambini tra i 5 e i 14 e non è solo una questione di peso, ma una condizione complessa che coinvolge metabolismo, sistema cardiovascolare, fegato ed equilibrio psicofisico, rappresentando un problema di salute pubblica in costante aggravamento. Questione seria, dunque, per le sue intuibili conseguenze (anche sul versante dell’aggravio dei costi per un sistema sanitario pubblico già in fortissima sofferenza) e che proprio per questo necessita di una prevenzione mirata da attuare attraverso un grande impegno educativo. Questo il messaggio che emerge dal focus intitolato La salute si coltiva da piccoli -corretta alimentazione e stili di vita sani per la salute del domani pubblicato in occasione della Giornata mondiale della Salute proprio da Fondazione Aletheia.
Il fenomeno dell’eccesso di peso nei bambini è in forte crescita in tutto il mondo, dove i bambini interessati, in cifra assoluta, sono 288 milioni. La quota di obesità è più che raddoppiata rispetto al 2000, passando dal 4% al 10% nei bambini tra 5 e 9 anni e dal 3% al 9% tra i 10 e i 14 anni. Anche tra i più piccoli (0-4 anni), i casi restano elevati, con circa 35 milioni di bambini coinvolti.
In Europa, stime della Fondazione su dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi) dell’Oms (riferiti al triennio 2022-2024), indicano che, su circa 470mila bambini tra 7 e 9 anni in 37 Paesi, il 25% presenta sovrappeso o obesità. In molti Paesi europei almeno un bambino su dieci è obeso e circa uno su cinque è in sovrappeso, senza segnali significativi di miglioramento rispetto agli anni precedenti. In Italia, la Fondazione ha stimato – elaborando dati di OKkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale del Ministero della Salute sul sovrappeso e l’obesità, e i fattori di rischio correlati nei bambini delle scuole primarie – che il 19% dei bambini è in sovrappeso e il 9,8% obeso, con un ulteriore 2,6% in condizioni di obesità grave. Il fenomeno è più diffuso tra i maschi, nelle Regioni del Sud e nei contesti socio-economici più svantaggiati.
I principali fattori di rischio: cattiva alimentazione e stili di vita sbagliati
Il focus di Fondazione Aletheia evidenzia un legame diretto e documentato tra cattiva alimentazione e salute dei bambini. Il consumo abituale di cibi ultra-processati è associato ad aumenti dell’indice di massa corporea, della circonferenza vita e della massa grassa, nonché a valori più elevati di glicemia a digiuno, livelli più bassi di colesterolo HDL (“buono”) e possibili alterazioni del sistema immunitario e del microbioma, con aumenti del rischio di allergie e asma.
Anche le bevande iper-zuccherate rappresentano un fattore critico: il loro consumo è associato a obesità, insulino-resistenza, steatosi epatica e altre alterazioni metaboliche. I dati mostrano inoltre che circa il 25% degli adolescenti con obesità presenta pre-diabete. A questi fattori si aggiungono sedentarietà e un tempo eccessivo speso davanti agli schermi dei device elettronici: i bambini meno sedentari mostrano minore adiposità viscerale e migliori parametri cardiometabolici. Il focus richiama l’attenzione anche sul consumo di energy drink, sempre più diffuso tra i minori e i cui effetti negativi includono disturbi del sonno, tachicardia, ansia, problemi cognitivi e scolastici, fino a sintomi cardiovascolari e neuropsichici (rispettivamente nel 45% e 33% dei casi analizzati in letteratura). Il tutto considerando che queste bevande contengono elevati quantitativi di caffeina e zuccheri aggiunti.
Fegato organo bersaglio, la steatosi epatica complicanza sempre più diffusa
Tra le conseguenze più rilevanti di una cattiva alimentazione e del conseguente sovrappeso c’è la steatosi epatica, ovvero il cosiddetto “fegato grasso”, spesso associato a disfunzione metabolica (Masld), che oggi è la più comune malattia epatica cronica nei bambini nei Paesi occidentali, L’accumulo di granno nel fegato colpisce il 7-10% della popolazione pediatrica e raggiunge una prevalenza del 30-40% nei bambini con obesità. La patologia, spesso asintomatica, può evolvere in steatoepatite, fibrosi e, nei casi più gravi, cirrosi già in giovane età. È inoltre strettamente collegata a un più ampio rischio cardiometabolico.
Come contrastare l’epidemia del secolo: prevenzione e corretta alimentazione
Per la sua diffusione su scala globale e per le gravi conseguenze che ha sulla salute pubblica e dell’individuo, l’obesità (non a caso definita anche l’epidemia del secolo) è ai primissimi posti delle agende di tutte le istituzioni sanitarie del mondo, impegnate a contrastarne quella che – al momento – sembra un’inarrestabile avanzata: quindici anni fa gli adulti obesi nel mondo erano 524 milioni, nel 2022 erano aumentati a 890 milioni, secondo le previsioni della World Obesity Federation nel 2030 saranno 1,13 miliardi, con un incremento del 115% in vent’anni. La parole d’ordine per contrastare l’obesità e la sua anticamera, il sovrappeso, è sempre la stessa, ben conosciuta: prevenzione. Il focus di Fondazione Aletheia sottolinea la necessità che venga posta in essere fin da piccoli, intervenendo sull’alimentazione. Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea infatti è associata a biomarcatori cardiometabolici più favorevoli e a un minor rischio di sviluppare malattie croniche. Intervenire sul modi di alimentarsi e sugli stili di vita fin dall’infanzia significa ridurre il rischio di obesità e complicanze metaboliche, prevenire patologie epatiche e cardiovascolari e migliorare la qualità della vita presente e futura.
“La salute si costruisce fin da piccoli ed è per questo che garantire ai bambini del cibo sano e trasmettere loro gli orientamenti per una corretta alimentazione significa proteggerne il loro futuro evitando che essi possano diventare potenziali pazienti di domani” afferma Alberto Villani (nella foto), coordinatore funzionale dell’Area clinica Pediatria universitaria ospedaliera del Bambino Gesù e membro del Comitato scientifico della Fondazione Aletheia. “In occasione della Giornata mondiale della Salute Fondazione Aletheia ha richiamato quindi a un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie, mondo sanitario e scuole per contrastare il consumo eccessivo di prodotti ultra-formulati, promuovere educazione alimentare e favorire stili di vita sani” .


