Farmaci, ultimi dati Eurostat: nel 2025 surplus commerciale Ue di 220,5 mld, è record

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Roma, 19 aprile – Mentre si moltiplicano gli allarmi sulla difficile situazione in atto a causa delle criticità nello scenario geopolitico (e conseguentemente sugli assetti  ed equilibri economici a livello globale) e i suoi possibili effetti sul settore farmaceutico europeo, quest’ultimo – come il calabrone che, secondo un diffuso per quanto fasullo aforisma, ignora di non poter volare ma vola lo stesso – l’industria dei farmaci targata Ue continua a macinare record su record.

Secondo quanto certificano gli ultimi dati rilasciati da Eurostat, nel   Nel 2025 l’Unione europea ha esportato prodotti medicinali e farmaceutici per un valore di 366,2 miliardi di euro e ne ha importati per 145,7 miliardi, registrando un surplus commerciale record di 220,5 miliardi di euro. E tanto per gradire, le esportazioni sono aumentate rispetto al 2024 del 16% (due anni fa si fermavano a 315,7 miliardi). È  però anche vero (e questo è il solo segnale che fa scattare la spia dell’attenzione) che le importazioni sono cresciute del 21% (nel 2024 erano 120,4 miliardi).

Secondo l’istitto di statistica comunitario, nel corso dell’anno l’Irlanda è stata il maggiore esportatore di prodotti medicinali e farmaceutici dell’Ue verso Paesi extra-Ue, segnando esportazioni per 93,8 miliardi, seguita da Germania con 67,9 miliardi e Belgio con 38,5 miliardi. L’Italia spicca tra i 27 Paesi Ue come principale importatore da Paesi extra-Ue, con 27,5 miliardi di euro in importazioni, seguita da Belgio (24,7 miliardi) e Germania (24,2 miliardi).

Gli Stati Uniti sono stati la principale destinazione delle esportazioni extra-Ue di prodotti medicinali e farmaceutici nel 2025, rappresentando il 43,8% di tutte le esportazioni, per un valore di 160,6 miliardi di euro. La Svizzera è stata il secondo partner commerciale (16,3%, 59,7 miliardi), seguita dal Regno Unito (5,6%, 20,6 miliardi). La maggior parte delle importazioni nell’Ue proveniva dagli Stati Uniti (41,2%, 60,1 miliardi), Svizzera (28,4%, 41,4 miliardi) e Cina (9,0%, 13,1 miliardi).

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