Studio USA, “importanti rassicurazioni” su uso di paracetamolo durante la gravidanza

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Roma, 19 luglio – Un recente studio USA pubblicato sull’American Journal of Epidemiology  interviene sulla controversa questione dell’assunzione di paracetamolo in gravidanza, concludendo che non vi sono prove statisticamente significative che l’assunzione durante la gestazione del farmaco abbia impatti negativi sulla prematurità del parto o sul peso del bambino alla nascita.

Lo studio condotto dalla UNC Gillings School of Global Public Health nell’ambito di un programma dei National Institutes of Health (Nih) ha esaminato un ampio gruppo di gravidanze negli Stati Uniti, rilevando che l’uso di Tylenol  (la specialità Otc a base di paracetamolo più  nota e usata negli USA)  durante la gravidanza non ha impatti significativi sull’età gestazionale (quanto precocemente nasce un bambino) o sul peso medio alla nascita. È interessante notare che, quando il peso alla nascita è stato considerato in base al momento del parto – classificato come piccolo per l’età gestazionale (Sga) o grande per l’età gestazionale (Lga) – lo studio ha riscontrato un’associazione tra l’uso di paracetamolo durante la gravidanza e una minore probabilità che un bambino nascesse grande per la sua età gestazionale.

“Considerato l’ampio utilizzo del paracetamolo, questi risultati offrono importanti rassicurazioni sulla sua sicurezza in relazione al momento del parto e alle dimensioni del neonato” ha affermato l’autrice senior  Rebecca Fry (nella foto), direttrice del Dipartimento di Scienze e ingegneria ambientale della Gillings School,

Il paracetamolo è uno dei pochi antidolorifici da banco approvati per l’uso in gravidanza, circostanza che è alla base del suo ampio utilizzoo in gravidanza per trattare il dolore e la febbre. Recenti ricerche hanno però mostrato risultati contrastanti riguardo alla sua possibile influenza sullo sviluppo fetale o sull’impatto sulle dimensioni e sui tempi del parto. Lo studio della Gilling School si proponeva appunto di fornire ulteriori prove a questo riguardo, esaminando direttamente le associazioni tra l’uso di paracetamolo e la salute alla nascita.

Il team di ricerca, guidato da Fry e dalla prima autrice Katelyn Huff, ricercatrice post-dottorato presso la Gillings School, ha studiato più di 8.900 coppie madre-neonato iscritte al programma Echo (Environmental influences on Child Health Outcomes) del Nih. Lo studio ha analizzato la relazione tra l’uso di paracetamolo durante la gravidanza e quattro importanti indicatori di salute del bambino alla nascita: parto pretermine, peso alla nascita, dimensioni Sga e dimensioni Lga.

Circa il 59% delle madri partecipanti allo studio Echo ha riferito di aver assunto paracetamolo durante la gravidanza. In seguito all’analisi dei dati, i ricercatori hanno scoperto che l’uso prenatale di paracetamolo era associato a una minore probabilità di neonati grandi per l’età gestazionale (Lg). Non è stata invece riscontrata alcuna associazione con il parto pretermine, il peso alla nascita o la condizione di neonato piccolo per l’età gestazionale (Sga).

I risultati sono dunque tali da rassicurare le donne in gravidanza che assumono paracetamolo secondo le indicazioni, anche se gli autori sottolineaino la necessità di ulteriori ricerche sul dosaggio, la tempistica e altri possibili effetti sulla salute. Sebbene in questo studio l’uso tipico di paracetamolo durante la gravidanza non sembri aumentare i rischi per la nascita, resta sempre valido il rispetto del principio di cautela e –  quindi – la buona prassi di consultare il proprio medico sull’assunzione di paracetamolo, o di qualsiasi altro farmaco, durante la gravidanza.

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