Roma, 22 settembre – Il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto) ha presentato ieri nella sede del dicastero, nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, il nuovo Piano nazionale Demenze 2027-2031 (Pnd).
“L’aggiornamento del Piano si inserisce in una scelta precisa del governo: colmare i ritardi accumulati nel tempo e restituire al Servizio sanitario nazionale strumenti che ci consentano una programmazione al passo con i tempi” ha affermato il titolare del ministero. “Un Piano non è un documento di principi: serve a orientare le decisioni, collegare il livello nazionale ai territori, produrre risposte concrete e riconoscibili. L’invecchiamento progressivo della popolazione, specialmente in Italia, rende sempre più urgente dare risposte che non guardino solo all’oggi, ma soprattutto al medio e lungo periodo”.
In Italia, ricorda una nota diffusa dal ministero, si stimano circa un milione e 200 mila persone con demenza, oltre la metà affette da Alzheimer, e circa 900 mila con disturbo neuro-cognitivo lieve. “Dietro i numeri ci sono sempre persone, famiglie che hanno bisogni sanitari, assistenziali, sociali, che ci chiedono continuità, competenza, vicinanza. Questo ancora di più accade quando parliamo di demenze” ha voluto ricordare Schillaci, annunciando che il ministero sta lavorando a “una proposta di finanziamento, nell’ambito della prossima legge di bilancio, per potenziare ulteriormente le attività di prevenzione, diagnosi, trattamento e supporto alle persone con demenza e ai loro caregiver”. Risorse che si aggiungeranno a quelle previste dal Fondo dedicato alle demenze, finanziato con 35 milioni di euro per il triennio 2024-2026, e a quelle del Fondo sanitario nazionale.
Il Piano presentato ieri, che ora dovrà essere portato in Conferenza Unificata, è stato elaborato dal Tavolo permanente sulle demenze, in collaborazione con l’Osservatorio demenze dell’Istituto superiore di sanità, le Regioni e le Province autonome, le associazioni dei familiari, le società scientifiche e gli esperti del settore.
Il documento, spiega la nota del ministero, punta a rafforzare la capacità del sistema di rispondere ai bisogni delle persone con demenza e delle loro famiglie, favorendo una presa in carico più strutturata e adeguata nelle diverse fasi della malattia.
Il Pnd definisce obiettivi chiari, indicatori misurabili e individua sette aree di azione:
fare della demenza una priorità di salute pubblica, inserendola in tutte le politiche socio-sanitarie nazionali e regionali;
promuovere la conoscenza e l’attenzione pubblica, per creare un contesto sociale inclusivo e amichevole;
agire sui fattori modificabili per ridurre il rischio;
costruire sistemi di supporto sanitario e sociale integrati, capaci di prendersi cura delle persone coinvolte dalla fase della diagnosi al fine vita, sempre rispettando la loro centralità e le loro preferenze;
fornire ogni adeguato supporto a chi si prende cura della persona con demenza, sia formalmente che informalmente;
creare o potenziare i sistemi informativi dedicati, per assicurare un monitoraggio e una valutazione costanti, finalizzati al miglioramento della programmazione degli interventi;
promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione, e implementarle in linea con le priorità che esse individuano.
Per ciascuna area sono stati definiti obiettivi, azioni e indicatori che consentiranno il monitoraggio dell’attuazione del Piano e la valutazione dei risultati conseguiti. Il Pnd prevede, in totale, 43 obiettivi nazionali, 58 azioni per il loro raggiungimento e 64 indicatori per la valutazione. Fra gli esiti attesi con l’adozione del documento, c’è il rafforzamento della rete dei servizi dedicati alla diagnosi, al trattamento e al supporto per le persone con demenza. Il Piano punta, poi, a garantire una presa in carico appropriata e continuativa in tutti i luoghi di cura (dal domicilio alle strutture) attraverso il rafforzamento del personale e l’attenzione agli ausili necessari per sostenere l’autonomia della persona, prevedendo anche investimenti specifici e dedicati.
Il Pnd riconosce il ruolo fondamentale dei caregiver e dedica una specifica linea di intervento alla loro formazione e al loro supporto. Rafforza poi l’impegno sulla ricerca nei diversi ambiti della demenza, dalla prevenzione e dalla diagnosi alle modalità di assistenza, riabilitazione, prevenzione secondaria e terziaria, anche attraverso la valorizzazione delle esperienze e dei progetti sviluppati negli ultimi anni.
Nel corso dell’evento di ieri è stata presentata anche la strategia della campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulle demenze, che sarà promossa dal Ministero della Salute con Istituto superiore di sanità e Aifa per accrescere la conoscenza sul tema, contrastare stigma e pregiudizi, valorizzare la prevenzione e favorire diagnosi tempestive, offrendo informazioni chiare, scientificamente fondate e accessibili.