Eurostat, non fanno sport quattro italiani su 10, quasi il doppio della media Ue

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Roma, 23 settembre – Un quarto degli europei afferma di non andare d’accordo con lo sport, ma tra gli italiani la percentuale cresce molto di più. Secondo i dati diffusi da Eurostat in  occasione della Settimana europea dello Sport (qui le infografiche),  il 27% delle donne e il 25% degli uomini  del Vecchio Continente non fanno mai attività sportive, o le fanno raramente.

Gli italiani riescono però a fare decisamente di peggio: nel nostro Paese più del 41% dei cittadini sopra i 16 anni dichiarano di non fare attività sportive (con le donne a prevalere sugli uomini) e un altro 13% abbondante afferma di farlo meno di una volta a settimana. A sommare i due risultati, si ricava che più della metà della popolazione italiana over 16 sguazza nella sedentarietà. Dato molto coerente (e presumibilmente correlato) con il fatto che l’Italia registra una spesa pubblica per lo sport inferiore alla media europea. Per questa voce il nostro Paese spende infatti circa 6,6 miliardi di euro, pari allo 0,6% della spesa annua totale del Paese: un dato – quasi inutile precisarlo – inferiore alla media europea.

La mancata pratica di attività fisica cresce ovviamente con l’avanzare dell’età: tra i 50 e i 64 anni gli uomini che non praticano sport sono il 42,2% e (in questa fascia d’età) sono superati dalle donne, tra le quali la percentuale di chi non svolge attività sportiva scende al 41,1%.

E i giovani? In Italia dichiarano di fare sport almeno una volta al giorno 14 giovani su 100 tra i 16 e i 29 anni, percentuale inferiore all’oltre 22% che afferma di non farlo mai. Filtrando il dato in relazione al genere, i giovanissimi maschi riguadagnano il primato: a non fare sport sono “soltanto” il 20,7% contro il 23,7% delle donne.

La scarsa propensione degli italiani a praticare sport è inversamente proporzionale alla sua capacità di produrre materiali e attrezzature persone, settore dove il nostro Paese si attesta saldamente tra le principali manifatture europee, unico tra l’altro a vantare una bilancia commerciale positiva, oltre che una leadership riconosciuta in tutto il mondo in materia di design, ricerca, sviluppo e innovazione. L’Italia fattura in prodotti sportivi l’equivalente di 2,2 miliardi di euro e tiene ancora a rilevante distanza la Germania (1,3 miliardi), l’Austria (1,1) e la Francia (1,0). Il nostro Paese spicca anche in materia di imprese di attrezzature sportive: sono 381, dato che ci colloca al quinto posto assoluto in Europa.

Il fatturato complessivo (2023) le imprese europee che producono articoli sportivi (5370 in totale) hanno fatturato complessivamente 8 miliardi di euro. Il settore dà lavoro a 1,8 milioni di persone nell’Unione europea, pari allo 0,9 per cento dell’occupazione totale. Tra il 2024 e il 2025 gli occupati nel settore sono aumentati dell’8,1 per cento, circa 150 mila persone in più. Il dato comprende sia chi lavora in attività sportive, sia gli addetti a professioni sportive al di fuori del settore. Sul piano economico, insomma, il settore si muove con invidiabile dinamismo. Cosa che invece non si può davvero dire degli europei e degli italiani in particolare.

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