Roma, 7 ottobre – Sono quasi 1,8 milioni (per l’esattezza, 1.780.545) i bambini e i ragazzi italiani non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta contro il meningococco B. Il dato è reso noto dalla Sip, la Società italiana di pediatria (Sip), che lo ha calcolato incrociando i dati Istat sulle coorti di nascita dal 2014 al 2022 con quelli del ministero della Salute sulle coperture vaccinali a 24 mesi attualmente disponibili. ”
I pediatri italiani hanno ritenuto di lanciare un appello al riguardo, in concomitanza con la Giornata mondiale della meningite celebrata il 5 ottobre: “È fondamentale recuperare chi non ha completato la vaccinazione e ridurre le disomogeneità territoriali”.
Il presidente della Sip, Rino Agostiani (nella foto) sottolinea che “quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta rappresentano un bacino molto ampio sul quale possiamo ancora intervenire. È importante verificare lo stato vaccinale dei propri figli e recuperare le dosi mancanti”, esorta, perché “la meningite meningococcica può avere un decorso molto rapido e conseguenze estremamente gravi”. Fino alla morte.
La meningite meningococcica – spiega la Sip – è un’infiammazione delle membrane che avvolgono cervello e midollo spinale provocata dal meningococco Neisseria meningitidis. Il batterio si trasmette attraverso saliva e secrezioni respiratorie nei contatti ravvicinati. Molte persone possono essere portatrici senza sviluppare la malattia, ma in alcuni casi il meningococco può provocare una patologia invasiva, che può manifestarsi come meningite e/o sepsi. Il decorso può essere molto rapido: anche quando la malattia viene riconosciuta e trattata tempestivamente, nei casi più gravi può portare alla morte nell’arco di 24-48 ore. La meningite meningococcica può essere fatale nel 5-10% dei casi e causare conseguenze gravi nel 10-20% dei sopravvissuti, tra cui deficit neurologici, perdita dell’udito, cecità e altre disabilità permanenti.
Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale in vigore nel nostro Paese, ricorda la Sip, prevede l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione contro il meningococco B in età pediatrica a partire dal compimento dei 3 mesi di vita. Per i pediatri “è però necessario rafforzare i recuperi vaccinali, perché resta ancora un numero molto elevato di bambini e ragazzi non vaccinati o con un ciclo incompleto. Un’attenzione particolare va riservata agli adolescenti, che per la maggiore intensità dei contatti sociali rappresentano, dopo i bambini nei primi anni di vita, la seconda fascia d’età a maggior rischio di contrarre la meningite da meningococco B”. Eppure, “proprio in questa fascia d’età l’offerta vaccinale resta disomogenea tra le Regioni” evidenzia Rocco Russo, coordinatore del Tavolo tecnico Vaccinazioni della Sip.”Esistono realtà regionali che vaccinano soltanto gli adolescenti mai vaccinati, altre che includono anche quelli vaccinati in età pediatrica e altre ancora che non prevedono alcuna vaccinazione. È importante arrivare a un’offerta uniforme su tutto il territorio nazionale, garantendo prioritariamente un’adeguata protezione ai soggetti mai vaccinati”.
I pediatri precisano anche che il meningococco non è soltanto uno. “Esistono diversi sierogruppi di Neisseria meningitidis. Oltre al B, tra quelli maggiormente responsabili della malattia vi sono A, C, W-135 e Y. Per questi 4 sierogruppi è disponibile un vaccino quadrivalente MenACWY: il vigente Piano nazionale di prevenzione vaccinale ne prevede una dose a partire dal compimento del 12esimo anno di vita, sia per gli adolescenti mai vaccinati in precedenza sia per quelli già immunizzati nell’infanzia con MenC. La protezione contro la malattia meningococcica – conclude la Sip – si articola quindi in momenti diversi dell’infanzia e dell’adolescenza, secondo le specifiche strategie preventive previste”.


