Roma, 29 ottobre – Indossare il camice e il caduceo nel corso dell’esercizio professionale al banco della farmacia non è un optional, ma un obbligo previsto dal codice dei doveri professionali e da specifiche disposizioni di legge. E anche se non v’è farmacista che non lo sappia, ogni tanto è bene ricordarlo.
Lo ha fatto ieri l’Ordine dei Farmacisti di Roma, con una circolare ai titolari e ai direttori di farmacia iscritti all’Albo professionale dove si ricorda appunto che “il cittadino che entra in farmacia deve poter identificare subito e senza incertezze il professionista sanitario” abilitato alla dispensazione dei farmaci e all’erogazione delle altre prestazioni sanitarie affidategli dalle leggi.
Identificazione che – va da sé – è resa immediatamente possibile da camice bianco e caduceo, che sono riservati esclusivamente ai professionisti sanitari laureati e abilitati.
L’Ordine, richiamando le disposizioni dell’art. 9 della Legge regionale del Lazio n. 26/2002 e quelle professionali del codice deontologico, richiama alla memoria di tutti che in farmacia per i farmacisti iscritti all’Albo vige l’obbligo di indossare il camice bianco e il distintivo professionale ufficiale Fofi (ovvero il caduceo). Ai tirocinanti è invece fatto obbligo di indossare il camice bianco privo di caduceo ma, al suo posto, esporre un tesserino (o badge che dir si voglia) con l’indicazione specifica e ben leggibile della qualifica Tirocinante.
Infine, è fatto assoluto divieto al personale non farmacista di indossare il camice bianco, proibizione estesa tassativamente anche a quelle versioni sempre di colore bianco ma rifinite con profili, bordi o strisce colorate, che potrebbero comunque generare qualche confusione a chi entra in farmacia. Molto semplicemente, il personale non sanitario deve indossare camici di colore diverso dal bianco (ad esempio blu, verde, bordeaux, solo per citare le scelte prevalenti), rigorosamente privi di caduceo, al fine di evitare sul nascere ogni possibilità di equivoco.
L’Ordine invita i titolari e i direttori delle farmacie a “verificare internamente la conformità e ad adeguare tempestivamente le divise del personale non abilitato” ,
“Indossare camice bianco e caduceo, esplicita manifestazione di identità professionale e dell’essere depositari di un fondamentale ruolo di tutela della salute, primo bene esistenziale di ogni persona, non è solo un dovere ma anche un piacere” chiosa il presidente dell’Ordine Giuseppe Guaglianone (nella foto). “Non indossarli durante il servizio, o consentire che a indossare la divisa del farmacista sia personale non abilitato, non significa solo disattendere un dovere e non rispettare precise norme di legge e del codice deontologico, esponendosi al rischio di sanzioni, ma rappresenta anche un atto autolesionistico nei confronti propri e dell’intera professione, tanto irragionevole da rientrare inevitabilmente nella categoria degli atti stupidi. E la stupidità – lo sosteneva con ragione Agata Christie – è il peccato che non viene mai perdonato ed è sempre punito”.


