Roma, 4 novembre – “Un’azienda che opera nella salute non produce solo un tipo di bene, produce ricerca, conoscenza, innovazione”. Lo ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto), intervenendo all’evento per i 50 anni di Johnson & Johnson Innovative Medicines, celebrato il 3 novembre a Latina nello stabilimento della multinazionale americana.
Il ministro ha in ogni caso evidenziato il valore economico del pharma per la Regione Lazio, richiamando alcuni numeri riferiti alla provincia pontina: “Nel 2025 la provincia di Latina ha esportato oltre 10 miliardi di euro, più di 8 nel settore farmaceutico, abbastanza da farne la seconda provincia d’Italia del comparto. Nel Lazio, ormai, metà di ciò che la Regione vende all’estero porta la firma dell’industria della salute. Sono cifre che raccontano una vocazione reale, non una semplice promessa”.
Secondo il ministro, del resto, la salute è forse oggi “l’unico punto di incontro sul quale conviene a tutti che le cose funzionino bene. Perché ciò avvenga, è necessario che l’innovazione, una volta nata, arrivi fino in fondo e raggiunga chi ne ha bisogno, ovunque viva, qualunque sia il suo reddito. Come ripeto sempre, questa oggi è la parte più difficile, ma è anche quella che non possiamo più delegare. Nulla di tutto questo avviene da solo: richiede responsabilità da entrambe le parti”. Ovvero, ha detto Schillaci esplicitando il concetto, l’impegno delle imprese deve essere quello di “fare meglio ciò che già fanno:i investire, fare ricerca, creare lavoro qualificato. Alle istituzioni spetta il compito di costruire il contesto che lo rende possibile e più facile” .
“Ci vogliono regole chiare, tempi certi, una programmazione che guardi oltre il singolo bilancio. E serve anche uno scambio di sguardo che considero decisivo: smettere di leggere la salute solo come una voce di spesa da contenere per cominciare a leggerla per quello che veramente rappresenta: uno degli investimenti più lungimiranti che una nazione può fare su se stessa” ha detto ancora il ministro, per poi concludere richiamando la lezione imparata proprio in anni recenti: “Quando manca un farmaco essenziale, nessun conto di bilancio regge più. Avere nel proprio Paese la capacità di produrre ciò che serve alla salute non è un lusso, è una vera e propria forma di sicurezza nazionale”.


