Vendita on line di farmaci, la Fofi richiama le norme che la regolano

Vendita on line di farmaci, la Fofi richiama le norme che la regolano

Roma, 31 ottobre – A seguito delle numerose segnalazioni dei Nas sulla pubblicità e vendita non consentita di farmaci on line, la Fofi ha ritenuto opportuno riepilogare con una circolare  indirizzata agli Ordini provinciali dei farmacisti  la disciplina della vendita on-line dei medicinali per uso umano, con particolare riferimento ai provvedimenti sulla materia  (decreto legislativo 219/2006 e decreto del ministero della Salute 6 luglio 2015) e un richiamo ai contenuti del Titolo XIII del nuovo Codice deontologico del farmacista, interamente dedicato alla vendita tramite internet di medicinali e prodotti diversi dai medicinali.

La vendita online, ricorda la Fofi, ai sensi dei due decreti prima citati “è ammessa solo per i medicinali ad uso umano non soggetti ad obbligo di prescrizione medica e potrà essere effettuata unicamente dalle farmacie e dagli esercizi commerciali di cui all’art. 5 del D.L. 223/2006, convertito, con modificazioni, dalla L. 248/2006, purché dotati di specifica autorizzazione rilasciata dalla Regione o dalla Provincia autonoma (ovvero da altre autorità competenti individuate dalla legislazione regionale)”.

Il ministero della Salute ha inoltre chiarito – con nota della Direzione generale  dispositivi medici e del servizio farmaceutico del 10 maggio 2016 –  che “il titolare di farmacia in possesso anche dell’autorizzazione alla distribuzione può vendere on line solo i medicinali – di cui sia già in possesso – acquistati dalla farmacia con il codice univoco della stessa e conservati presso il magazzino della farmacia. Il prezzo dei farmaci venduti on line non può essere diverso da quello praticato nella sede fisica della farmacia o della parafarmacia”.

Il sito web per la fornitura a distanza dei medicinali, ricorda ancora la nota Fofi,  dovrà contenere: i recapiti dell’autorità competente che ha rilasciato l’autorizzazione, un collegamento ipertestuale al sito web del ministero della Salute, il logo comune, chiaramente visibile su ciascuna pagina del sito web, che dovrà contenere un collegamento ipertestuale che rinvii alla voce corrispondente dell’elenco, pubblicato sul sito del ministero della Salute, delle farmacie e delle parafarmacie autorizzate alla fornitura a distanza di medicinali. La nota federale precisa che il logo, predisposto e disciplinato dal già citato decreto ministeriale del 6 luglio 2015, deve essere conforme al marchio combinato (composite mark)  allegato al decreto stesso e avere le prescritte caratteristiche tecniche.

In conclusione, la nota federale  ricorda che, in caso di inosservanza delle prescrizioni richiamate, la legge prevede severe sanzioni, anche di carattere penale, per i soggetti responsabili e invita gli Ordini provinciali a dare massima diffusione all’informativa in materia diramata dalla federazione con diverse circolari,  “per consentire a tutti i farmacisti di conoscere la normativa in materia. Si richiede, inoltre, agli stessi Ordini di vigilare attentamente sul rispetto delle suddette prescrizioni e a provvedere a segnalare tempestivamente eventuali violazioni alle autorità competenti”.

 

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