Presidio lavoratori Farmacap: “No alla privatizzazione delle farmacie comunali”

Presidio lavoratori Farmacap: “No alla privatizzazione delle farmacie comunali”

Roma, 17 gennaio – “No alla privatizzazione di Farmacap”. Questo lo slogan ripetuto a gran voce per l’intera mattinata di ieri a Roma, davanti alla sede di via Ostiense dell’azienda speciale che gestisce le farmacie comunali capitoline, dal presidio organizzato dalle sigle sindacali confederali dei lavoratori.

Un’ottantina di lavoratori  (un numero rilevante, se si considera la necessità di mantenere attivo il servizio negli esercizi farmaceutici comunali) hanno appunto presidiato l’ingresso alla sede sociale (nella foto), ribadendo le loro richieste, prima su tutte quella di mantenere pubblica l’azienda. Dopo la delibera assunta alla chetichella dalla giunta pentastellata guidata da Virginia Raggi del 24 dicembre scorso, approvata quattro giorni dopo dall’Assemblea consiliare  (“Un colpo di mano effettuato proprio durante le feste natalizie, roba che neanche nella Prima Repubblica” è il commento  dei sindacati), è infatti emerso in tutta chiarezza l’intendimento del governo cittadino di aprire le porte alla privatizzazione dell’azienda speciale socio-sanitaria.

Non basta davvero a cambiare la sostanza delle cose, a giudizio dei sindacati,  la formula annunciata per la trasformazione dell’azienda, quella della società benefit, che le sigle dei lavoratori considerano nientìaltro che un tentativo tanto evidente quanto maldestro di indorare una pillola che resta comunque indigeribile.  “Per quanto provino a  camuffare la loro scelta” commenta Giampaolo Rosato della Rsa Filcams Cgil  “la verità è che siamo in presenza di un vero e proprio voltafaccia del M5S rispetto alle reboanti promesse sul rilancio delle farmacie pubbliche fatte in campagna elettorale, a partire proprio da Virginia Raggi”.

Per tutelare la dimensione pubblica dell’azienda, la prima necessità – ribadita ieri dal presidio dei lavoratori Farmacap – è quella di porre immediatamente fine al commissarimento dell’azienda, che dura da sei anni senza che, a oggi, sia stato prodotto e discusso con i sindacati un progetto industriale per il futuro di Farmacap degno di questo nome. Le sigle dei lavoratori chiedono la nomina di un consiglio di amministrazione e di un nuovo direttore generale che esercitino pienamente le loro funzioni,  prima condizione – insieme alla volontà del Comune di Roma di abbandonare ogni ipotesi di privatizzazione – per avviare il rilancio delle farmacie comunali della città e il loro ruolo socio-sanitario.

Nessun esponente della maggioranza capitolina ha ritenuto di affacciarsi dalle parti di via Ostiense durante il presidio, e anche questo è in qualche modo un segnale dei mutati atteggiamento e considerazione della maggioranza pentastellata rispetto ai tempi in cui gli esponenti grillini sostenevano tutte le mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici di Farmacap, quando a tentare di mettere l’azienda sul  mercato era la giunta di centrosinistra guidata da Ignazio Marino. Segnale che, spiegano i sindacati, autorizza a pensare che, alla fine, la giunta Raggi oggi consideri Farmacap nient’altro che “uno strumento economico per fare cassa con la ‘vendita’ di ben 45 farmacie”.

A manifestare la loro solidarietà ai lavoratoriFarmacap sono invece intervenuti alcuni consiglieri dell’opposizione, i Pd Valeria Baglio, Erica BattagliaGiovanni Zannola e l’esponente di Sinistra per Roma Stefano Fassina.
“Non possiamo non sostenere le loro ragioni, ovvero fare chiarezza su una azienda speciale di Roma Capitale da tre anni senza bilanci, senza un piano industriale” ha affermato Baglio. “La sindaca Raggi sia coerente con il suo programma elettorale, metta fine a un commissariamento vergognoso e oggi anche imbarazzante (evidente riferimento al rinvio a giudizio del commissario Angelo Stefanori, NdR), nomini un nuovo Cda e avvii una nuova fase di rilancio dell’azienda”.

Sostegno totale alle istanze dei lavoratori è arrivato anche da Fassina: “È inaccettabile che la Giunta Raggi provi a mascherare la privatizzazione di Farmacap con la trasofrmazione in società benefiti” ha dichiarato il consigliere di Sinistra per Roma. “L’azienda deve rimanere proprietà del Comune al 100%, perchè garantisce servizi socio-sanitari essenziali in periferie marginali e disagiate, dove il privato potrebbe anche non assicurarli o farli pagare a caro prezzo. No, dunque, a qualunque ipotesi di privatizzazione, parziale, totale o mascherata che sia”.

Una volta garantita questa irrinunciabile pre-condizione, Fassina concorda anche sulla road map indicata dai sindacati per il rilancio dell’azienda: “Intanto, vanno finanziati i servizi socio-sanitari che le farmacie comunali svolgono e poi bisogna subito ripristinare una governance ordinaria dell’azienda, superando il commissariamento con la nomina di un CdA e un direttore gnerale che possano dare una prospettiva di crescita e un futuro all’azienda”.

Parlando con il nostro giornale, alcuni esponenti delle Rsa hanno manifestato la loro soddisfazione per gli esiti del presidio di ieri, annunciando ulteriori iniziative. La mobilitazione, infatti, continua, e non è escluso che – in assenza di risposte convincenti da parte dell’amministrazione capitolina – possa ricorrere a strumenti ben più radicali, sciopero incluso. Tra i programmi dell’immediato, c’è quello di un maggiore impegno nella sensibilizzazione e nell’informazione dell’opinione pubblica cittadina, in gran parte ancora all’oscuro del fatto che l’eventuale privatizzazione delle farmacie comunali, che sono una ricchezza collettiva, si risolverebbe in primo luogo in un danno per la comunità dei romani e in un depauperamento dei servizi socio-sanitari oggi a disposizione dei cittadini romani anche nelle periferie più remote. Ulteriori dettagli, assicurano i sindacati, saranno resi noti quanto prima.

 

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