Roma, 12 aprile – “A un passo dalla vittoria”: così l’associazione Libere parafarmacie italiane, presieduta da Ivan G. Ruggiero, commenta lo stato del contenzioso avviato con la Regione Campania a proposito della mancata concessione alle parafarmacie della possibilità di erogare il servizio CUP per la prenotazione di visite e prestazioni Ssn e il ritiro dei referti, materia peraltro oggetto del parere dell’Antitrust pubblicato sul Bollettino settimanale Agcm di ieri. Le considerazioni dell’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella sono inequivocabili: la mancata concessione delle parafarmacie ai servizi CUP, ammessi invece in farmacia, ravvisa una lesione delle norme e dei principi a tutela della concorrenza (RIFday ne riferisce più diffusamente in questo articolo).
Lpi si occupa da tempo della questione e qualche settimana fa aveva fermamente protestato, producendo anche una ricca documentazione a sostegno delle proprie ragioni, contro il mancato accoglimento da parte della Regione Campania di un emendamento M5S alla Legge di stabilità regionale 2016. La proposta correttiva dei consiglieri pentastellati era appunto finalizzata ad allargare anche alle parafarmacie la possibilità di erogare i servizi CUP (cfr. RIFday del 18 marzo scorso).
In un comunicato diffuso oggi, Ruggiero informa di aver ricevuto un riscontro positivo alla sua iniziativa da parte della Regione Campania , che con una nota avrebbe invitato i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere a prendere atto delle istanze delle parafarmacie e di “relazionare in merito alle iniziative già intraprese e a quelle in corso finalizzate al miglioramento del sistema di prenotazione delle prestazioni sanitarie.”
Incassata la buona notizia, Ruggiero osserva però che non dovrebbero essere le sentenze dei tribunali né i pareri dell’Antitrust a stabilire e riconoscere i diritti delle parafarmacie e dei professionisti che vi operano, ma le leggi.
Sono proprio le leggi, infatti, che “che in primis non devono fare differenze sulla professionalità dei titolari di parafarmacie rispetto quelli delle farmacie, né sui luoghi dove sono svolti i servizi.”
“La professionalità non si misura con le mura, con la forma e colore della croce o altro” conclude Ruggiero. “Il titolare di parafarmacia è un farmacista con una laurea riconosciuta dallo Stato” scrive il presidente di Lpi e disconoscere questa realtà, dunque, come ha evidenziato anche l’Agcm non è altro che mettere in atto “manovre lesive delle norme e dei principi a tutela della concorrenza.”


