Professione, ddl Mandelli-D’Ambrosio per ampliare gli sbocchi occupazionali

Professione, ddl Mandelli-D’Ambrosio per ampliare gli sbocchi occupazionali

 

Roma, 15 marzo – Un nuovo ddl per (provare a) amplificare gli spazi occupazionali dei laureati in farmacia, garantendo la loro presenza nelle case di cura, nei penitenziari e nelle navi da crociera, ampliando le classi di insegnamento alle quali possono concorrere, consentendo loro di effettuare analisi chimiche, chimico-cliniche e bromatologiche e infine prevedendo anche che possano elaborare diete con finalità salutari e non terapeutiche. Ma anche un ddl che prova a rilanciare la dimensione professionale del farmacista, concretizzando e retribuendo i servizi nelle farmacie del territorio e istituendo il farmacista di dipartimento, con la costituzione di una unità di farmacia in ogni struttura ospedaliera, per valorizzare il ruolo di questo professionista in ambito clinico.

A presentarlo sono il presidente e il vicepresidente della Fofi, Andrea Mandelli e Luigi D’Ambrosio Lettieri (nella foto), entrambi senatori, il primo di Forza Italia, il secondo del gruppo che fa capo all’ex ministro Raffaele Fitto, che  ha appena cambiato denominazione (da Conservatori e Riformisti a Direzione Italia).

Il testo della proposta legislativa (disponibile qui), presentata lo scorso 1° marzo e  rubricata con il numero S. 2717,  è in larga parte sovrapponibile a quello di una precedente proposta presentata dai due senatori quattro anni fa e identica anche nel titolo, Disposizioni in materia di attività professionali del farmacista.

Quel ddl (era il n. S. 691, presentato agli inizi della legislatura, il  22 maggio 2013 e assegnato  il successivo 10 ottobre in sede referente alla 12ª Commissione Igiene e sanità) è purtroppo rimasto fermo al palo, senza che il suo esame sia mai cominciato. La speranza, ovviamente, è che la nuova iniziativa di Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, anche se la legislatura è ormai giunta al suo tratto finale, conosca un esito migliore, soprattutto per rispondere alle sfavorevoli dinamiche occupazionali: a fronte di un fabbisogno di farmacisti per l’anno accademico 2016/2017 fissato in 1.279 unità, come registrato nell’Accordo per la determinazione del fabbisogno formativo per il Ssn sancito a giungo 2016 dalla Conferenza Stato-Regioni, si registra infatti una media di circa 4.700 laureati in farmacia, dei quali circa 4000 si iscrivono agli ordini, come precisano Mandelli e D’Ambrosio Lettieri nella relazione al loro nuovo ddl. Dove non perdono occasione per aggiungere che “una risposta concreta a tale grave situazione appare la previsione del numero programmato per l’accesso ai corsi di laurea in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutiche”.

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