Roma, 7 settembre – Il Tar dell’Umbria ha respinto per crena di legittimazione il ricorso presentato dalla Filcams-Cgil contro contro la vendita di quote di maggioranza di FarmaciaTerni decisa dalla precedente giunta comunale per ripianare i debiti di bilancio (cfr. RIFday qui e qui). Un ricorso che – secondo quanto dichiarato dall’assessore comunale al Bilancio Fabrizio Dominici – rappresentava un ostacolo verso il percorso di alienazione delle quote pubbliche.
L’ostacolo – a meno di ricorsi al Consiglio di Stato – è stato spazzato via dalla sentenza del giudice amministrativo e il Comune potrebbe dunque decidere sulle future sorti delle farmacie comunali della città. Al riguardo, un probabile punto di partenza potrebbe essere rappresentato dalla posizione già più volte espressa dall’assessore Dominici, per il quale “piuttosto che chiuderle, forse è meglio cederle e rimpinguare le vuote casse comunali”.
C’è però chi, come il consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti, sostiene che la pronuncia del Tar non equivalga a un semaforo verde per la vendita delle farmacie comunali. “La bocciatura del ricorso della Cgil contro la cessione delle quote delle farmacie comunali non dà, come affermano alcuni, nessun via libera alla vendita delle stesse. Da quanto è dato sapere, infatti, il Tribunale amministrativo si è limitato esclusivamente a dichiarare inammissibile il ricorso perché non ha ritenuto legittimato il ricorrente e perché non ha ritenuto attuale ma potenziale il pericolo per i lavoratori che conseguirebbe dalla vendita. Il Tribunale amministrativo non si è, pertanto, espresso nel merito” spiega Gentiletti. “Restano dunque in piedi tutte le criticità giuridiche dell’alienazione già evidenziate con la mia interrogazione depositata in data 8 agosto 2018 e sulle quali l’amministrazione ha il dovere di esprimersi prima di procedere. Resta infatti ben possibile che l’alienazione, una volta che dovesse essere effettuata, possa non essere ritenuta legittima dalle giurisdizioni competenti e ciò con notevoli danni per le casse pubbliche. Sul piano politico” conclude il consigliere di Senso Civico, ribadendo la sua ferma opposizione all’eventuale vendita delle quote delle farmacie comunali, in quanto “inutile e dannosa per la collettività”.


