Roma, 24 marzo – La Candida auris, un fungo descritto per la prima volta nel 2009, si sta diffondendo a livelli allarmanti negli Stati Uniti, dove rappresenta “una minaccia urgente” per la sua antibiotico-resistenza. Lo riferisce un lancio di Adnkronos Salute, che riferisce i dati dei Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), pubblicati il 21 marzo scorso sugli Annals of Internal Medicine, secondo i quali negli anni della pandemia 2020-2021 le infezioni sono aumentate notevolmente nelle strutture sanitarie statunitensi: nel 2021, in particolare, sono triplicati i casi resistenti al farmaco più raccomandato e utilizzato per il trattamento delle infezioni da Candida auris, le echinocandine. Un dato preoccupante, evidenziano i Cdc. Anche questa nuova famiglia di a
ntimicotici comincia a essere un’arma spuntata.
“Il rapido aumento e la diffusione geografica dei casi è preoccupante e sottolinea la necessità di una sorveglianza continua, capacità di laboratorio ampliata, test diagnostici più rapidi e rispetto delle misure che si sono dimostrate efficaci per la prevenzione e il controllo delle infezioni” ha spiegato l’epidemiologa dei Cdc, Meghan Lyman, prima autrice dell’articolo (nella foto).
Dal 2016 a fine 2021, quando è stato segnalato per la prima volta, negli Usa si sono registrati 3.270 casi clinici (in cui è presente l’infezione) e 7.413 in cui il fungo viene rilevato ma non si sviluppa infezione. I casi clinici sono aumentati ogni anno dal 2016, con la crescita maggiore nel periodo 2020-2021. A livello nazionale, i casi clinici sono passati da 476 nel 2019 a 1.471 nel 2021. I casi di screening sono triplicati dal 2020 al 2021, per un totale di 4.041. Secondo i Cdc, questo aumento è visibile anche nel 2022. Per gli esperti, la diffusione di Candida auris potrebbe essere peggiorata a causa del sovraccarico sui sistemi sanitari durante la pandemia di Covid 19.
La Candida auris, commenta sempre attraverso Adnkronos l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, “è purtroppo una brutta bestia. Sta aumentando in maniera significativa in tutto il mondo, compresa anche l’Italia, e con il Covid la crescita è diventata impressionante. Dobbiamo alzare l’asticella. E’ fondamentale sorvegliare, evitando di commettere gli errori del passato“.
“Come Sita, la Società italiana di terapia antinfettiva, abbiamo un sistema di sorveglianza e un registro di queste infezioni” prosegue Bassetti, spiegando che a preoccupare è il fatto che “la Candida auris è resistente a moltissimi farmaci anti-fungini di primo livello, le infezioni possono essere molto gravi fino alla setticemia e la mortalità è piuttosto elevata, dal 30-40% fino al 50%. L’aumento di infezioni è purtroppo frutto di un alleggerimento delle misure per il controllo delle infezioni durante la pandemia di Covid 19, quando le persone pensavano più a proteggere loro stesse dal virus e c’è stata una minore attenzione a questo microrganismo, su cui bisogna fare davvero molta attenzione”.


