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lunedì 15 Luglio 2024
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Lazio, sindacati medici contro Rocca: “Si disinteressa del Ssr, sanità allo sbando”

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Roma, 11 luglio – “Prendiamo atto del totale disinteresse della Regione sul mantenimento del Servizio sanitario pubblico”. A scriverlo sono una nutrita serie di sigle sindacali delle professioni sanitarie (tra le altre l’Anaao Assomed Lazio, Fp Cgil medici e dirigenti Ssn, Federazione Cimo Fesmed, Fassid (che ricomprende anche i farmacisti ospedalieri e delle aziende pubbliche), FVM Federazione veterinari e medici, Coordinamento regionale Uil-Fpl medici, veterinari, dirigenti sanitari)  in una lettera inviata al presidente della Regione Francesco Rocca (nella foto) dal titolo che suona come un j’accuse: Regione Lazio, Servizio sanitario pubblico allo sbando.
Fanno sorridere le dichiarazioni rilasciate durante l’audizione della Conferenza Stato-Regioni, sulla richiesta avanzata al ministro della Salute di un maggior coinvolgimento delle Regioni durante la scrittura dei provvedimenti normativi e fondi adeguati, nello specifico sul provvedimento liste d’attesa” attaccano i sindacati dei medici e dirigenti sanitari. “La parola ‘coinvolgimento’ è sconosciuta nella Regione Lazio. Sebbene da due anni a questa parte la Regione Lazio abbia aperto il confronto regionale con le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria non si è arrivati ad alcuna conclusione, nonostante i numerosi solleciti inviati dalle parti sociali” scrivono ancora le sigle sindacali, che ricordano il commissariamento delle aziende sanitarie pubbliche disposto da Rocca, decisione che di fatto “blocca il conferimento degli incarichi” e quindi anche“le progressioni di carriera dei dirigenti sanitari del Servizio sanitario regionale”.

Rocca si è detto “stupito” dell’attacco ed è subito passato al contrattacco, evidenziando i buoni risultati della sua gestione in particolare proprio  in materia di personale sanitario, sintetizzati nelle 14 mila nuove assunzioni, che hanno fatto passare da 49 mila a circa 63 mila gli organici degli operatori sanitari. “Roba che non si vedeva da vent’anni a questa parte” ha detto Rocca, rivendicando anche la stabilizzazione di 1700 operatori precari del Ssr e la proroga dei contratti degli altri, affinché possano maturare i requisiti per l’assunzione a tempo indeterminato.

La nota del presidente della Giunta regionale (che ha tenuto per sè la delega alla Sanità) si chiude con un durissimo attacco nei confronti dell’ex assessore alla sanità del Lazio nonché suo ex competitor alla carica di presidente regionale Alessio D’Amato: “Ci tengo a sottolineare che, chi è fautore della condizione indegna che ci siamo trovati dinanzi al nostro insediamento, farebbe meglio a tacere“, scrive Rocca, guadagnandosi in tempo reale la stizzita replica dell’ex assessore: “Di  fronte alle denunce dei sindacati dei medici, Rocca mostra il suo volto arrogante. Non solo non ‘taccio’ ma denuncio l’immobilismo delle politiche sanitarie”
“Asl commissariate e una situazione in calo nei livelli essenziali di assistenza. La denuncia dei sindacati medici arriva dopo le prese di posizione di altri professionisti sanitari a partire dai medici di medicina generale e dei farmacisti,” conclude il consigliere regionale, che è anche responsabile nazionale Welfare di Azione “e Rocca dovrebbe tenerne conto. Non accetto lezioni da chi è stato a libro paga della sanità privata”.

 

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