Roma, 22 maggio – Sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n. 114 del 19 maggio 2025 è stato pubblicato il decreto del Ministero della Salute 8 maggio 2025, che aggiorna le tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope (Dpr 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni e integrazioni) inserendo nella tabella I e nella tabella IV nuove sostanze psicoattive individuate come emergenti, tra le quali cannabinoidi sintetici, oppioidi sintetici e derivati di benzodiazepine, ritenuti assoggettabili a controllo per i loro effetti psicotropi e il rischio di abuso.
Il dettaglio delle sostanze inserite è riportato nell’articolo 1 del decreto, agevolmente consultabile sulla stessa Gazzetta Ufficiale a questo link.
In sintesi, l’aggiornamento, effettuato a seguito delle ultime segnalazioni relative alla circolazione di nuove molecole del Sistema nazionale di allerta precoce News-D del Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, riguarda principalmente alcuni cannabinoidi sintetici ritenuti in grado di esprimere effetti superiori a quelli del delta-9-tetraidrocannabinolo e alcuni oppioidi sintetici che si stanno facendo largo nel mercato per la capacità di generare effetti analgesici narcotici sovrapponibili a quelli tipici degli oppioidi e il cui uso – sia negli USA sia in Europa – è già stato associato a diversi casi di overdose.
Nell’ambito delle benzodiazepine, il decreto inserisce in tabella IV tre sostanze (diclazafone deglicinato, clonazafone deglicinato e noravizafone deglicinato) con effetti ansiolitici o sedativi ipnotici del tutto simili alle sostanze da cui derivano (nell’ordine delorazepam, clonazepam e nordazepam).
Inserita anche una sostanza ritenuta allucinogena, la lofofina, conosciuta anche come MMDPEA, che presenta molte somiglianze con la mescalina, alcaloide psichedelico presente (a basse concentrazioni) in due specie di cactus (il peyote, in basso nella foto a lato, e il San Pedro, in alto nella foto, diffusi in Centro e Sud America, i) che vantano una lunga storia e una sterminata letteratura, utilizzati per la loro capacità di produrre effetti allucinogeni simili a quelli indotti da sostanze come la psilocibina e l’Lsd.


