Roma, 4 luglio – Il cantiere è stato appena aperto e il progetto, in realtà, deve ancora essere messo a punto in tutti i suoi aspetti che – alla luce del tema e delle ambizioni – sono complessi e hanno dunque bisogno di una solida quadratura. Ma quella presentata a Roma il 2 luglio, in una bella serata di mezza estate nel magico scenario del Castello di Tor Crescenza, è un’iniziativa che ha tutti i requisiti per lasciare un segno e accelerare il percorso della farmacia verso una sempre più marcata identità di presidio di sanità del territorio ad alto gradiente non solo di prestazioni, ma anche di servizi cognitivi ad alto valore e di empowerment del paziente.
Si tratta dello Sportello nutrizionale per il cittadino, da un’idea di Fenagifar, la federazione delle associazioni dei giovani farmacisti, sviluppata in collaborazione con MondoFarmacia, FuturPharma e Utifar, con l’immediato patrocinio e supporto dell’Ordine dei Farmacisti di Roma. L’idea, in buona sostanza, è quella di allestire all’interno delle farmacie di comunità un professional corner presidiato da un farmacista interamente dedicato all’ascolto e al counseling sulle tematiche nutrizionali, partendo dalla consapevolezza che proprio la corretta alimentazione rappresenta la pietra d’angolo di quella cultura della prevenzione che è urgente sviluppare per garantire più salute ai cittadini e più sostenibilità al nostro sistema di sanità pubblica.
Il progetto, in tutta evidenza, guarda anche all’obiettivo di valorizzare sempre di più il ruolo professionale del farmacista, facendone un protagonista – più di quanto già non sia – nella promozione della cultura e consapevolezza sanitaria dei cittadini.
La scintilla che ha acceso la lampadina è scattata in occasione del convegno con il quale il ministero della Salute, qualche settimana fa, ha voluto accendere più di un riflettore sull’obesità, ormai diventata un’emergenza sanitaria conclamata: oltre il 46% della popolazione adulta italiana è in eccesso ponderale, con il 35,2% in sovrappeso e il 10,9% classificato come obeso. E va peggio tra i più piccoli: il 26% dei minori italiani è sovrappeso o obeso, con punte che in alcune regioni del Sud superano il 40%. In quel convegno in sede istituzionale, era in effetti emersa con molta chiarezza la necessità di attivare una rete territoriale diffusa, fondata sulla collaborazione tra i diversi attori del mondo sanitario e facendo leva in particolare su due luoghi cardine (la farmacia e la scuola), per “somministrare” con efficacia e continuità cultura alimentare nel territorio.
Da lì l’idea delle sigle dei farmacisti romani, che ha subito trovato un humus fertile per attecchire: Fenagifar si era già attivata sul problema, realizzando anche un’indagine per metterlo a fuoco. E, sul terreno della collaborazione inter-professionale, l’Ordine dei Farmacisti è all’avanguardia, essendo il promotore della “santa alleanza sanitaria” con gli Ordini dei Medici e degli Infermieri della Capitale, perfezionata nello scorso mese di marzo per promuovere “un modello di sanità integrata, territoriale e centrata sul paziente, in cui le diverse competenze professionali operino in sinergia, nel rispetto reciproco e con obiettivi comuni”. Un patto professionale di collaborazione strutturata, in altre parole, che ha già cominciato a produrre frutti importanti per sviluppare e migliorare, in collaborazione con le istituzioni, l’assistenza di prossimità sul territorio del Lazio.
Immediata, dunque, la disponibilità degli altri professionisti del territorio a collaborare, e ancora più pronto e incondizionato il supporto delle istituzioni: “È un progetto che condivido pienamente, perché affronta una delle principali sfide del Servizio sanitario nazionale:
investire di più in prevenzione, anche attraverso una maggiore educazione sanitaria” ha detto il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato (nella foto), intervenendo al convegno di Tor Crescenza. “Oggi il 95% del Fondo sanitario nazionale è destinato alle cure e solo il 5% alla prevenzione. L’iniziativa dell’Ordine dei Farmacisti di Roma (che, in realtà, ne è solo patrocinatore e primo supporter, essendo i promotori Fenagifar, MondoFarmacia, FuturPharma e Utifar, NdR) va nella direzione giusta, in linea con il nuovo corso del ministero della Salute. È un esempio virtuoso, una buona prassi che mi auguro venga estesa su tutto il territorio nazionale”.
Sportello nutrizionale per il cittadino, ecco come funzionerà
Ma, nella sostanza, come sarà e funzionerà lo Sportello nutrizionale per il cittadino, che ovviamente partirà a Roma con una fase pilota? In prima linea, l’Ordine dei Farmacisti di Roma si è reso disponibile a organizzare, in sinergia con gli altri Ordini professionali coinvolti, una rete a supporto del benessere nutrizionale dei cittadini. farmacisti aderenti all’iniziativa, previo specifico percorso formativo, somministreranno ai pazienti un questionario dedicato ai corretti stili alimentari, elaborato congiuntamente da tutti i professionisti coinvolti. Il questionario avrà il compito di far emergere eventuali comportamenti scorretti o fattori predisponenti al sovrappeso e all’obesità. Se emergeranno segnali di rischio o esigenze di approfondimento clinico, il farmacista – tramite un’app dedicata, al momento in fase di sviluppo – metterà in contatto il cittadino con il medico più vicino che valuterà l’eventuale necessità di approfondimenti diagnostici o di coinvolgimento di altri specialisti. Il percorso sarà costruito in modo personalizzato, attivando una presa in carico integrata e coerente con le specifiche esigenze della persona. La farmacia rappresenterà quindi un punto di triage nutrizionale.
“Il futuro del Ssn è legato a filo doppio alla prevenzione” ha detto il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma Giuseppe Guaglianone (nella foto). “E il Ssn, non dimentichiamolo, è prima di tutto prossimità. Se mettiamo insieme le due cose, diventa subito evidente che la struttura per eccellenza per sviluppare cultura della prevenzione sul territorio è proprio la farmacia. Ecco perchè un progetto come lo Sportello nutrizionale può diventare il viatico da cui partire per poi arrivare all’introduzione di screening per l’obesità”.
“Il progetto è certamente funzionale a promuovere un’azione sinergica tra le professioni
sanitarie che possa mettere a sistema le rispettive competenze e garantire un’azione congiunta, capillare ed efficace sul territorio” aggiunge Vladimiro Grieco (nella foto), presidente di Fenagifar e segretario dell’Ordine dei Farmacisti di Roma. “Riteniamo che un’iniziativa di questo tipo, fondata sulla collaborazione tra professioni sanitarie e sulla centralità della prevenzione, possa rappresentare un modello virtuoso per affrontare una sfida complessa come quella dei corretti stili alimentari e la lotta all’obesità, contribuendo a migliorare la salute pubblica e la qualità della vita della nostra popolazione, recuperando allo stesso tempo risorse preziose per il Ssn”.
Il coinvolgimento delle scuole per promuovere cultura della prevenzione
Il progetto si estende anche alle scuole: a partire da ottobre sarà lanciato negli istituti capitolini il progetto Cibo che educa, pensato per avvicinare i giovani a una cultura del benessere alimentare. L’obiettivo è educare le nuove generazioni a uno stile di vita sano, attraverso incontri pratici e interdisciplinari di educazione alimentare, attività esperienziali, show cooking e momenti formativi peer-to-peer tenuti da farmacisti, medici, nutrizionisti e psicologi, in sinergia con il corpo docente. L’obiettivo è quello di promuovere, fin dalla giovane età, la consapevolezza sui temi dell’alimentazione e valorizzando al contempo le eccellenze agro-alimentari locali.


