Farmacie speciali, 80% medio di adesione allo sciopero, i sindacati: “Ora risposte per il Ccnl”

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Roma, 18 giugno – Una media nazionale di adesione dell’80%, con punte del 90% e del 100% in diverse realtà territoriali e una partecipazione diffusa alle iniziative promosse in tutto il Paese. Questo, secondo il resoconto fornito in un comunicato congiunto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, l’esito della giornata di sciopero nazionale osservata ieri dai lavoratori delle farmacie a proprietà pubblica, le cosiddette “farmacie speciali”.

Un’adesione definita dai sindacati  “straordinaria”, che ha coinvolto oltre 6mila farmaciste, farmacisti e dipendenti delle circa 1.700 imprese gestite o partecipate dagli enti locali esercenti farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all’ingrosso e laboratori farmaceutici, prevalentemente concentrate nel Centro Nord del Paese. Ben nota la ragione alla base della protesta, ovvero lo stallo dei negoziati per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale Assofarm, scaduto il 31 dicembre 2024, e l’assenza di risposte adeguate sul piano economico e normativo rispetto alle richieste avanzate unitariamente dalle organizzazioni sindacali.

La nota sindacale riferisce che dal Veneto al Piemonte, passando per Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Liguria, Umbria, Abruzzo e Trentino-Alto Adige,  a sostegno della vertenza sono stati promossi e organizzati numerosi presìdi e iniziative nelle piazze italiane. In diverse realtà territoriali l’adesione ha raggiunto livelli particolarmente elevati, con una quota significativa di farmacie speciali rimaste chiuse.

La giornata di sciopero, informano i sindacati, si è svolta nel pieno rispetto della normativa che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, le farmacie di turno hanno regolarmente garantito i servizi indispensabili e l’assistenza farmaceutica alla cittadinanza. “Il pieno esercizio del diritto di sciopero non ha mai avuto, né potrebbe avere, l’obiettivo di privare i cittadini di un presidio sanitario di eccellenza e di prossimità come quello assicurato dalle farmacie pubbliche” hanno cura di precisare al riguardo le sigle sindacali “ma intende richiamare l’attenzione sul valore professionale delle lavoratrici e dei lavoratori che quel servizio garantiscono quotidianamente”.

Parallelamente alla mobilitazione, le organizzazioni sindacali hanno promosso a livello territoriale iniziative di sensibilizzazione e interlocuzione con sindaci, Regioni e istituzioni locali per richiamare l’attenzione sul futuro delle farmacie pubbliche e sulla necessità di sostenere un rinnovo contrattuale capace di riconoscere il valore delle professionalità impegnate quotidianamente nei servizi di prossimità.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs la vertenza non riguarda soltanto il rinnovo di un contratto scaduto da oltre un anno, ma investe direttamente la qualità, la tenuta e la credibilità di un presidio pubblico essenziale per le comunità locali.

Al centro delle rivendicazioni sindacali, spiccano i temi del  recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, della valorizzazione delle professionalità e del riconoscimento del ruolo sempre più centrale svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori delle farmacie pubbliche nell’ambito della farmacia dei servizi e dell’assistenza sanitaria di prossimità.

Per i sindacati, il significativo dato di adesione registrato su tutto il territorio nazionale rappresenta un messaggio chiaro e inequivocabile rivolto ad Assofarm e agli Enti locali. Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno espresso con forza la richiesta di un rinnovo contrattuale che riconosca il valore del lavoro svolto quotidianamente nelle farmacie pubbliche e il ruolo strategico assunto dal servizio farmaceutico territoriale.

Le organizzazioni sindacali chiedono ora la rapida riapertura del confronto negoziale, nella convinzione che il risultato della significativa partecipazione alla mobilitazione non possa essere ignorato. Dopo oltre un anno dalla scadenza del contratto, è necessario avviare una fase di trattativa capace di dare risposte concrete sul piano salariale, professionale e normativo alle attese delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.

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