Farmacie comunali, oggi a Terni si decide se venderne le quote per risanare i bilanci

”banner

Roma, 11 dicembre – Le farmacie pubbliche di Terni “sacrificate” sull’altare del riequilibrio dei conti comunali. È quanto potrebbe accadere oggi nella città umbra, dove il consiglio comunale affronta appunto anche il tema dell’alienazione di Farmacia Terni, la società che gestisce le dieci farmacie municipali del capoluogo.

Una vendita che – secondo quanto riferisce la stampa locale –  è appunto strettamente correlata al piano di riequilibrio dei conti pubblici, ma alla quale si oppone con forza l’opposizione.  Potrà dunque passare con il voto della sola maggioranza di centrosinistra, che sul tema sembra essere però tutt’altro che monolitica.

Nel Piano di riequilibrio dei conti comunali che la giunta comunale dovrebbe presentare oggi, il pagamento della maggior parte dei debiti del Comune viene trasferito al 2018 attraverso l’accesso al Fondo di rotazione, che sarà presumibilmente erogato dal Ministero dell’Economia a giugno 2018. Confermate tutte le altre misure di risanamento previste, a partire appunto dalla vendita delle quote di FarmaciaTerni Srl, ritenute un asset non più strategico.

Con l’accesso al Fondo di rotazione, spiega la giunta, “si sterilizza l’effetto del ricorso al Tar della Filcams Cgil, che rendeva incerta la tempistica per la vendita delle quote di FarmaciaTerni Srl, stante anche l’incertezza della data di fissazione da parte del Tar Umbria dell’udienza di discussione. Il Fondo di rotazione, la cui erogazione da parte del Ministero dell’Economia avverrà presumibilmente nel mese di giugno 2018, solo dopo che il nuovo Piano sarà nuovamente esaminato dagli organi di controllo e approvato dalla Corte dei Conti regionale, potrà essere restituito anche in un’unica soluzione, appena perfezionata la vendita delle farmacie”.

È evidente che se entro il mese di giugno 2018 saranno andate a buon fine le altre misure di risanamento (vendita delle farmacie comunali in primis), l’Amministrazione comunale  potrà valutare di evitare l’accesso al Fondo o anche di restituire l’intero ammontare del Fondo percepito in un’unica soluzione.

Un disegno che, però, sembra avere prodotto lacerazioni all’interno della stessa maggioranza, con le dimissioni da consigliere comunale del capogruppo del Partito Democratico di Andrea Cavicchioli.

Resta dunque da vedere se, alla luce di queste fibrillazioni, la maggioranza si assumerà oggi la  responsabilità di andare avanti nella strada già tracciata. La giunta aveva già deliberato di vendere una quota della società pari al 70% entro il 2017 e un ulteriore 20% al 2019, avviando anche la trasformazione di Farmacia Terni in Spa per raggiungere un modello di gestione pubblico-privato, con  l’obiettivo di mantenere la partecipazione al 10%, mantenendo una rappresentanza nell’organismo di controllo della società

Il valore di Farmacia Terni era stato stimato, tramite metodo finanziario, in 9,6 milioni di euro. Se la cifra venisse confermata, l’operazione di cessione delle quote porterà nelle casse comunali 6 milioni e 720 mila euro nel 2017 (70% delle quote) e 1.152.000 euro a valere sul 2019 (20%), come previsto nel piano di riequilibrio finanziario.  All’atto dell’ingresso del socio operativo, acquirente della quota maggioritaria di Farmacia Terni, nel piano della giunta c’è la definizione di  un rapporto di servizio, di rapporti economici e dei compiti operativi, senza spogliarsi della proprietà, con la soppressione delle previsioni di concessione o di vendita a terzi di singole farmacie.  L’ipotesi è quella di stabilire una durata fino a 25 anni con la revisione del canone a favore del Comune: il diritto di gestione acquisito dal socio privato non sarà infatti illimitato e sarà l’ente a definire i criteri di dismissione della partecipazione da parte del socio alla scadenza.

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni