Assofarm e FarmacieUnite a confronto con le Regioni per un percorso condiviso

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Roma, 26 maggio – Volontà di sfruttare al meglio le potenzialità delle farmacie a vantaggio dell’intero Sistema sanitario nazionale, presa di coscienza che questo debba passare attraverso una nuova Convenzione tra Regioni e farmacie che definisca nuovi modelli di remunerazione. Ma soprattutto vivo interesse per alcune proposte operative portate avanti dalle farmacie.

È quanto emerso ieri da un incontro tra la delegazione congiunta di Assofarm e Farmacie Unite con l’assessore regionale Massimo Garavaglia (nella foto), presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità con delega alla stipula delle convenzioni con medici di medicina generale e farmacie, e con  l’assessore regionale Antonio Saitta, presidente della Commissione Salute alla Conferenza Stato Regioni.

A darne notizia è un comunicato diffuso in mattinata dalle due sigle (che da tempo  hanno siglato un’alleanza sancita qualche settimana fa dalla sottoscrizione di un patto inter-associativo), dove si legge che la comune visione strategica emersa durante l’incontro ha poggiato le proprie basi sui contenuti di due differenti documenti” elaborati e presentati nell’occasione dalle due sigle.

Il primo, intitolato Farmacie e Ssn: un nuovo rapporto, è un’articolata riflessione su come la farmacia potrebbe sgravare il sistema ospedaliero di notevoli carichi di lavoro e voci di spesa. È necessario però un inquadramento legislativo e contrattuale solido, la fine cioè del regime di prorogatio che da ben 18 anni tiene nel limbo i rapporti tra sistemi sanitari regionali e farmacie. Per queste ultime è giunto il tempo di concretizzare i tanti confronti e studi prodotti in tema di nuova remunerazione.

A questo proposito il documento entra nei dettagli: “Riteniamo che si debba rimodulare quanto riconosciuto alle farmacie per la distribuzione del farmaco, e si debba invece valorizzare la maggior competitività in termini di efficienza e di capillarità che può offrire nella fornitura di servizi correlati alla gestione delle patologie, specie quelle croniche, rispetto alle strutture pubbliche” ha affermato Franco Gariboldi Muschietti, presidente di FarmacieUnite. “Più in dettaglio, si potrebbe pensare ad un processo che, una volta individuati i compiti attribuiti alla farmacia nelle varie aree in cui può essere coinvolta, riesca ad individuare i “punti valore” attribuibili a ciascun servizio in funzione dell’utilità, sia sanitaria in senso stretto che di economia sanitaria.”

Al fine di supportare la definizione di una convenzione massimamente tarata sulla componente dei servizi, Assofarm e FarmacieUnite si sono impegnate a fornire quanto prima una lista completa di tutti i servizi già oggi erogati dalle oltre duemila farmacie associate ad entrambe le sigle.

Che nel secondo documento presentato ai due assessori regionali lanciano invece la proposta di avviare una sperimentazione di pharmaceutical care ad ampio raggio.

“ll progetto ha l’obiettivo di dimostrare” spiega il segretario generale di Assofarm Francesco Schitocome l’attivazione in farmacia di alcuni servizi sanitari riguardanti la cura di determinate malattie croniche possa evitare l’ospedalizzazione dei pazienti e ridurre i costi conseguenti a carico delle regioni”.

Entrambi i documenti, afferma il comunicato, hanno raccolto l’interesse di Garavaglia e Saitta. Quest’ultimo, in particolare, ha confermato come la necessità di una riforma dettagliata della remunerazione del farmacista debba essere strettamente collegata alla sottoscrizione di una nuova convenzione tra regioni e farmacie.

“Siamo estremamente convinti del valore dei percorsi di riforma che abbiamo proposto e riteniamo che si debba partire quanto prima, almeno nelle fasi sperimentali che abbiamo già delineato” afferma ancora Schito commentando positivamente l’attenzione ottenuta dai due assessori regionali nel corso dell’incontro.  “Tutto ciò nasce da un clima di cooperazione che Assofarm sta vivendo da tempo con FarmacieUnite, dimostrazione lampante del fatto che se si condividono valori e visioni, la differenza tra pubblico e privato è ininfluente. Una collaborazione la cui massa critica è ben maggiore della semplice somma delle farmacie rappresentate. Il nostro è il classico caso in cui due più due, fa cinque”.

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