Efpia sull’accordo Ue-Mercosur: “Farmaci, su brevetti e appalti si poteva fare di più”

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Roma, 22 gennaio – Anche per i produttori farmaceutici europei, l’accordo Ue-Mercosur firmato nei giorni scorsi ad Asunciòn, in Paraguay, va considerato “un passo avanti nel rafforzamento dei legami commerciali” e “un’opportunità per l’Ue di rafforzare ulteriormente la propria competitività nel settore delle scienze della vita e la propria resilienza in ambito sanitario”. Ma inevitabilmente c’è un ma: avrebbe infatti potuto essere più incisivo nel campo della tutela della proprietà intellettuale e dell’accesso agli appalti pubblici.

A sostenerlo è Nathalie Moll, direttrice generale dell’Efpia (nella foto), la federazione che riunisce e rappresenta a livello europeo le associazioni nazionali delle industrie farmaceutiche, rappresentandole nelle relazioni con le istituzioni comunitarie.

Anche se l’accordo, dice Moll, contiene “alcuni progressi per il settore farmaceutico innovativo, in particolare attraverso riduzioni tariffarie parziali, avrebbe potuto spingersi oltre nel raggiungere il livello di ambizione necessario per sostenere pienamente l’innovazione.

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