Roma, 30 marzo – Bloccati in via preventiva dai carabinieri del Nas di Firenze due siti internet che vendevano illegalmente farmaci ad azione stupefacente e altri per i quali è obbligatoria la prescrizione medica. L’azione di interdizione e blocco è arrivata a seguito delle indagini avviate dai Nas dopo la denuncia presentata da Eli Lilly: l’azienda farmaceutica americana, che ha sede a Sesto Fiorentino, aveva segnalato la vendita non autorizzata di un suo farmaco del valore di 350 euro.
Gli investigatori sono risaliti ai due siti internet che vendevano svariati farmaci tra i quali alcuni per il controllo della glicemia, senza alcun protocollo di sicurezza e eludendo l’obbligo della ricetta oltre che la supervisione sanitaria necessaria. I carabinieri hanno appurato che uno dei due siti usava indebitamente il nome di una nota farmacia del Centro Italia mentre l’altro quello di una farmacia poi risultata inesistente; e proprio il riferimento alle farmacie avrebbe indotto in errore gli acquirenti circa la provenienza dei medicinali.
Non solo: gli inquirenti sono risaliti ai domini dei siti internet registrati in Pakistan e Lituania, ai server negli Stati Uniti e ai pagamenti su Iban di un conto bancario straniero. Le ipotesi di reato formulate dalla procura di Firenze: contraffazione, commercio di prodotti con segni falsi, frode in commercio e vendita di farmaci privi di autorizzazione, oltre che pericolo per la salute pubblica. L’ennesimo caso di cronaca che conferma – e non ce ne sarebbe davvero bisogno – che rivolgersi al web per l’acquisto di farmaci è molto spesso una cattiva idea, soprattutto se si perché –
Vale sempre, e non andrebbe mai dimenticato, il monito-allarme lanciato a suo tempo da una campagna di informazione e sensibilizzazione dalla Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (Efpia)in collaborazione con TikTok: Fake medicines are everywhere online. Uno slogan che si riferiva in modo particolare a social network e piattaforme consimili, ma che – adoperando il sempre salvifico prinsipio di cautela – può ben essere esteso all’intera websfera.


