Fentanyl, nella circolare del Ministero decalogo per le farmacie e i farmacisti di comunità

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Roma, 6 luglio – A seguito del furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacie dell’Ospedale Israelitico Roma, il Ministero della Salute ha ritenuto necessario intervenire per rafforzare le misure di vigilanza sulle prescrizioni di farmaci contenenti la sostanza e suoi analoghi, in attuazione del Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici varato a marzo 2024 dal Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Allo scopo, il dicastero ha diramato una nuova circolare, che esordisce ricordando che il Piano del 2024 è nato per “prevenire, intercettare e impedire l’accesso e la diffusione illegale sul territorio nazionale del fentanyl e dei suoi derivati, nonché a predisporre adeguati strumenti di gestione di eventuali situazioni emergenziali”. Il punto 2 del Piano, ricorda la circolare,  richiama in particolare l’esigenza di un rafforzamento dei controlli relativi a eventuali livelli prescrittivi anomali e la necessità di “potenziare i controlli per evitare la diversione della sostanza per usi non sanitari”.

La Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco, attraverso l’Ufficio Centrale Stupefacenti, aveva già provveduto in precedenza a diramare due circolari, la prima delle quali con un allerta contro il rischio di sottrazioni illecite, la seconda contenente invece la sollecitazione a comunicare eventuali smarrimenti, danneggiamenti o furti alle autorità regionali e alle forze dell’ordine.

Dematerializzazione della ricetta, percorso da promuovere

Sempre l’Ufficio Centrale Stupefacenti ha promosso un percorso finalizzato alla completa dematerializzazione della ricetta, “quale strumento essenziale per il contrasto a fenomeni di contraffazione, inappropriatezza prescrittiva e diversione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope”. Al riguardo sono state avviate interlocuzioni con Aifa e MEF, in attuazione della Legge di bilancio 2025 (n. 207 del  30 dicembre 2024), che dispone l’obbligatorietà del formato elettronico per tutte le prescrizioni.

Nelle more della completa attuazione del sistema, permane la necessità di mantenere “elevatissimo il livello di vigilanza sull’utilizzo della prescrizione cartacea (‘ricetta bianca’), considerata particolarmente esposta a rischi di falsificazione o uso improprio”.

Un decalogo per le farmacie e i farmacisti di comunità

La circolare si rivolge in via diretta anche a farmacie e farmacisti del territorio, con precise indicazioni dei comportamenti da osservare per uniformare le condotte sul territorio nazionale, invitando in presenza di prescrizioni contenenti fentanyl o sostanze analoghe, benzodiazepine, soprattutto se presentate su ricetta cartacea. Questo il “decalogo” approntato dal Ministero per i farmacisti che operano nelle farmaciedi comunità:

  1. Verificare con attenzione l’autenticità della ricetta, valutando qualità della stampa, firma del medico, timbro, eventuali correzioni o incongruenze.
  2. Accertare l’identità dell’assistito, ai sensi dell’Art. 45 del DPR 309/90.
  3. Controllare l’esistenza di precedenti prescrizioni del medesimo medico, segnalando eventuali situazioni incoerenti o sospetti.
  4. Contattare il medico prescrittore in caso di dubbi sulla legittimità o appropriatezza della prescrizione o in caso di dubbi sull’identità del medico, verificandone l’effettività sull’apposito link.
  5. Verificare la congruità del quantitativo prescritto in base alla posologia.
  6. Monitorare l’eventuale ripetitività ingiustificata delle richieste da parte dello stesso paziente.
  7. Registrare puntualmente la dispensazione nei sistemi informativi previsti, ove disponibili.
  8. Segnalare immediatamente alle autorità competenti eventuali casi di sospetta falsificazione, smarrimento, furto o danneggiamento delle ricette o del medicinale.
  9. Valutare se procedere con la dispensazione in caso di dubbi sull’autenticità o sull’appropriatezza della prescrizione.
  10. Conservare con cura la documentazione, assicurando la piena tracciabilità.
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