Roma, 9 maggio – In materia di farmaci, l’Italia è chiamata dalla situazione internazionale a scelte chiare e coraggiose: l’industria farmaceutica, oltre che per la salute dei cittadini, è un asset strategico anche per la competitività, la crescita, l’occupazione, lo sviluppo delle competenze e la sicurezza del Paese. E, in questo scenario, “è fondamentale rafforzare la capacità di fare sistema, semplificare i processi decisionali e garantire un accesso rapido e uniforme all’innovazione su tutto il territorio nazionale, guardando anche alle politiche messe in campo dall’amministrazione statunitense, come la clausola della most favored nation”.
Così il presidente di Farmindustria Marcello Cattani (nella foto), intervenendo qualche giorno fa all’evento Il futuro della farmaceutica promosso a Roma dalla Società italiana di farmacologia (Sif), ha descritto l’attuale momento del pharma nazionale, alle prese con le sfide complesse derivanti anche dalle criticità geopolitiche su scala globale.
“L’’industria è pronta a fare la propria parte investendo in ricerca, sviluppo e produzione” ha assicurato Cattani “ma è necessario un quadro regolatorio stabile, prevedibile e capace di valorizzare il contributo del settore. Confidiamo nel percorso parlamentare del Testo unico sulla legislazione farmaceutica perché solo attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni, comunità scientifica e industria possiamo cogliere appieno le opportunità offerte da questa fase di trasformazione e consolidare il ruolo dell’Italia come hub farmaceutico di primo piano a livello internazionale”.
“La voce delle società scientifiche, e della Sif in particolare, ha grande rilevanza per costruire una consapevolezza condivisa che permetta di guardare oltre ad interventi economicistici, come quello della revisione del prontuario a cui sta lavorando Aifa” ha concluso Cattani “per costruire un contesto favorevole all’innovazione, basato sulla valutazione e la valorizzazione degli esiti delle cure”.


