Roma, 3 luglio – Risparmiare sui farmaci si può: basta usarli bene. Riducendolo alla sua sintesi estrema, questo è il messaggio – tutt’altro che banale – scaturito dal convegno Medication review e deprescribing come strategia di ottimizzazione delle polifarmacoterapie, organizzato dall’università di Verona il 24 e 25 giugno con la responsabilità scientifica di Gianluca Trifirò (nella foto), professore ordinario di Farmacologia dell’ateneo scaligero e membro della Sif, un appuntamento che ha riunito farmacologi clinici, geriatri, internisti, farmacisti ospedalieri e altri professionisti sanitari per discutere risultati, ricerca e nuovi modelli assistenziali.
Dai primi risultati di un’esperienza di medication review e deprescribing avviata a Verona per migliorare l’appropriatezza e la sicurezza delle cure nei pazienti anziani e fragili sottoposti a politerapia emerge che per ogni paziente circa quattro trattamenti farmacologici rivalutati (e, quando clinicamente opportuno, sospesi o rimodulati) comportano un risparmio annuo stimato in 60mila euro ogni 100 persone valutate.
Tra le categorie di medicinali più frequentemente sottoposte a revisione, riferisce la Società italiana di Farmacologia, figurano “benzodiazepine e altri psicofarmaci, statine, diuretici e inibitori di pompa protonica. Si tratta di farmaci di comprovata utilità clinica, il cui impiego deve tuttavia essere periodicamente rivalutato in base all’evoluzione delle condizioni del paziente, alla durata del trattamento, alle possibili
interazioni e al rapporto tra benefici e rischi” precisa la società scientifica.
“Il deprescribing non è una politica di riduzione indiscriminata delle terapie, ma uno strumento di appropriatezza prescrittiva” chiarisce il presidente della Sif Armando Genazzani (nella foto). “L’obiettivo non è togliere farmaci, bensì assicurare che ogni paziente riceva, in ogni fase della propria storia clinica, i trattamenti realmente necessari, efficaci e sicuri. Innovazione farmacologica e revisione delle terapie sono due componenti complementari della medicina personalizzata”.
“La politerapia – spiegano i farmacologi – rappresenta una delle principali sfide connesse all’invecchiamento della popolazione. Nei pazienti con più patologie, l’associazione di numerosi trattamenti è spesso necessaria e produce benefici rilevanti. Proprio per questo è importante verificarne periodicamente la coerenza complessiva, prevenendo interazioni, duplicazioni, dosaggi non più adeguati o prosecuzioni oltre il tempo clinicamente indicato. La medication review consente di analizzare in modo strutturato l’intera terapia, verificando indicazione, dosaggio, durata, aderenza e rapporto tra benefici e rischi. L’eventuale modifica o sospensione di un trattamento deve avvenire in modo graduale, controllato e condiviso con il paziente”.
“La nostra esperienza conferma che una revisione sistematica delle terapie può produrre benefici concreti per il paziente e per il Servizio sanitario nazionale” afferma Trifirò. “Non si tratta di considerare un farmaco appropriato o inappropriato in assoluto, ma di valutarne l’utilità nella specifica persona e in uno specifico momento del percorso di cura”.
Per il farmacologo “il servizio avviato a Verona rappresenta un punto di riferimento nazionale e può diventare un modello da estendere ad altre strutture sanitarie e al territorio. La prospettiva – conclude – è favorire reti e modelli organizzativi regionali che integrino la revisione delle terapie nella pratica clinica, valorizzando la collaborazione tra farmacologi, specialisti, medici di medicina generale e farmacisti”.


